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foto D. Fornari

foto D. Fornari

Parma, è qui la festa: quante emozioni nella notte del Tardini

Sfilano i campioni delle tre promozioni in una passerella colorata di Gialloblù: si parte con i soci di Nuovo Inizio, con quelli che hanno dato il via a questo fantastico cammino

Dal nostro inviato

PARMA - Una tappa importante di un viaggio fantastico che proietta il Parma nella storia del calcio. Lo slogan "Come noi nessuno mai" campeggia e fa da sfondo al palco montato dalla Lega B per la premiazione. Dietro un maxi schermo al quale gli occhi dei 6000 che affollano il Tardini sono incollati. Proietta le immagini di una squadra che ha fatto la storia, che ha vinto in Europa e in Italia, che è scesa negli inferi della Serie D e ne è uscita alla grandissima: da imbattuta e con 94 punti. Partiti da Arzignano, passati da Firenze e arrivati a La Spezia dove si è scritta la storia. "Le lacrime di Firenze sono state una delle emozioni sportive più importanti. Quando ci siamo ritrovati qui quattro anni fa, con 38 gradi nella sala stampa, abbiamo detto di volerci impegnare, di metterci la faccia. Lo abbiamo fatto, abbiamo costruito una cosa veramente significativa - dice Guido Barilla, uno dei sette soci che ha cominciato a credere nel progetto messo in piedi da Marco Ferrari, autentico deus ec machina della rinascita -". Cori per tutti, quando passano le immagine della vittoria del campionato di Serie D e i campioni che hanno indossato quella maglia sfilano lungo la passerella sono applausi. Il comandante di quella nave, Gigi Apolloni, fa arrivare il suo messaggio attraverso un video: "Mi spiace non poter essere qui, faccio i complimenti a D'Aversa e al suo staff, a Faggiano e alla società: orgoglioso di fare parte della storia del Parma, Forza Parma".  "Nessuno voleva calciare quel rigore, Lauria non se l'è sentita - dice Musetti, l'autore del primo gol del nuovo ciclo - sono contento". E poi ci sono cori per Longobardi e Lauria, per Corapi e Giorgino, per Nocciolini e per tutti i campioni. "Uno dei pochi gol della mia carriera, in una partita sentita dai tifosi. Una gara che ci ha consentito di arrivare alla svolta". Il riferimento di Davide Giorgino è alla partita di Reggio Emilia, al derby sentito che mancava da venti anni e che è stato deciso da un suo colpo di testa e da una sassata di Baraye. Due gol che hanno steso la Reggiana e hanno dato il via ai festeggiamenti. 

Il momento clou della serata arriva intorno alle 21:43, quando sfilano per ritirare il premio per il secondo posto raggiunto in campionato gli eroi di questa stagione. La consegna della medaglia sancisce l'ufficialità della conquista della Serie A. Daniele Faggiano, accompagnato da Luca Carra: "Ce l'abbiamo fatta, devo dire grazie alla società e a tutti i giocatori". Ma quando sfila in passerella Roberto D'Aversa lo stadio si ferma e il tecnico fa il pieno di appluasi ricambiando: "Per l'andamento di quella partita è stata un'altalena di emozioni incredibile. E' stata una gioia riportare questa piazza e questa gente dove merita. La più grande difficoltà l'abbiamo avuta a Empoli, in un campionato equilibrato che ti porta a perdere con squadre anche più piccole. Da Empoli però siamo ripartiti tutti insieme grazie alla società e al direttore, ma soprattutto grazie ai giocatori, un gruppo storico. Ringrazio la proprietà italiana che diciotto mesi fa mi ha voluto, ringrazio Lizhang, Cordon e il ds Daniele Faggiano che è stato al mio fianco e mi ha migliorato molto. Ringrazio un gruppo di ragazzi straordinario che l'anno scorso mi ha portato a vincere un campionato e ringrazio i giocatori di quest'anno che dopo Empoli si sono fatti carico di una bella responsabilità. Ringrazio il pubblico e i ragazzi della curva - dice D'Aversa - che ci sono stati sempre vicini. Permettetemi di ringraziare mia moglie e i miei figli che che mi stanno sempre vicino". 

E' un autentico show quando poi gli eroi della promozione conquistata dieci giorni fa entrano in campo accolti da un boato pazzesco e con addosso la maglia celebrativa "Come noi nessuno mai". Le casse sparano a tutto volume Back in Black degli Ac/Dc, con Brian Johnson che fa cantare tutto lo stadio. Chiamati uno per uno con tanto di annuncio di numero e maglia dallo speaker del Tardini, sfilano tutti accolti tra gli applausi del Tardini che attende con ansia l'ingresso in campo di capitan Lucarelli, tenuto appositamente per ultimo. Il boato prima della standing ovation per il capitano che, visibilmente emozionato, ricambia l'affetto prima del coro: "Un capitano, c'è solo un capitano". Poi la il piatto celebrativo e la grande festa con i coriandoli gialloblù che si volano nel cielo del Tardini e riempiono il campo. E' un tripudio di emozioni, gioia, felicità e commozione. Ed è Serie A. 

IL DISCORSO DI LIZHANG - Tocca anche a Jhon Lizhang tuffarsi tra gli applausi, parlare sul palco ed essere premiato con una sciarpa al collo e un plico di appunti dove è scritto un discorso breve e conciso: "Buona sera - ed è boato - è un grande onore per me questa sera e celebrare con voi un momento storico. Credo che tutti stiano vivendo la gioia tremenda che avevo auspicato nella prima conferenza stampa. Non facciamo programmi o promesse, parliamo con i risultati. Siete soddisfatti di quello che abbiamo ottenuto? Non sono riuscito a trattenere le mie lacrime, è stato un momento davvero emozionante per me quando l'arbitro a La Spezia ha fischiato. Abbiamo realizzato qualcosa che mai nessuno nel calcio italiano aveva realizzato. Tutti dicevano che era impossibile. Abbiamo un gruppo di persone splendide, una città fantastica che ci hanno portato al miracolo. E' un onore incredibile quello di essere parte della storia. Questa sera l'onore appartiene a tutti voi. Il sentiero che ci ha portato alla rinascita è stato tortuoso, faticoso. Se non fossimo passati dall'inferno della Serie D non avremmo fatto il miracolo della prima promozione. Abbiamo dimostrato al mondo il nostro coraggio, la fiducia in noi stessi e superato le prove affrontate".

"Nessuno meglio dei nostri ragazzi può essere chiamato eroe - dice Lizhang -. Lucarelli, sei un capitano ammirevole. Hai giocato per il Parma calcio stabilendo un record che nessuno può eguagliare. Hai combattuto in tutti i campionati, con onore. Non hai abbandonato la nave nonostante avessi la possibilità di farlo, sei rinato come una fenice e in te abbiamo rivisto e compreso quello che è il vero senso della fedeltà. Il club è in debito con te, lo sarà per sempre. Sei unico. Sono grato anche ai compagni che hanno affiancato Lucarelli. Ringrazio l'allenatore e tutto lo staf, siete pietre miliari di questa società e siete entrati nella storia. Marco (Ferrari ndc), sei un amico oltre che un partner. Tu e gli altri azionisti di Ppc avete fatto un lavoro invidiabile per far rinascere questa splendida società. Abbiamo visto risorgere un gigante. Il vostro senso di responsabilità sono garanzie di affidabilità. Quello che avete fatto vi rende eroi al pari dei giocatori. Ultima cosa: voglio dimostrare il mio grande rispetto ai tifosi crociati: senza il vostro supporto non avremmo potuto farcela. In cina si dice così: I pensieri ripetuti manifestano risultati. La vostra spinta ci ha accompagnato, grazie di averci riportato in Serie A con la vostra voce e con i vostri cori. Abbiamo attraversato il buio e ora stiamo intraprendendo un grande viaggio. Non abbiamo mai perso la speranza ed è per questo motivo che abbiamo ribattezzato il nostro management calcistico con il nome Hope, che significa speranza. Signore e signori, è un grande piacere presentarvi Hope Groupe, in cui siamo una vera famiglia. Nei mesi scorsi avete potuto vedere i miglioramenti vissuti dalla squadra grazie ad Antonio Cordon e al suo team. Il nostro obiettivo è quello di costruire una moderna piattaforma dove i miracoli diventano realtà. Sotto la guida di Hope Groupe, Parma Calcio avrà un futuro molto luminoso. Forza Parma".

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