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Parma | Pizzarotti: "Non si sta acquistando una salumeria in un paesino"

Il primo cittadino: "Dopo l'incontro di ieri ho deciso da lunedì di andare a Collecchio ogni giorno per fare il punto della situazione insieme agli avvocati della FIGC e dell’AIC, per capire con Manenti e gli avvocati che lo stanno seguendo qual è la situazione"

Parma. Il sindaco di Federico Pizzarotti prende p: “Intanto abbiamo preso tempo, per non mortificare giocatori e tifosi in un momento così difficile giocando a porte chiuse, visto che non c’erano le condizioni di sicurezza perché non c’erano i soldi per gli steward. Dopo l'incontro di ieri ho deciso da lunedì di andare a Collecchio ogni giorno per fare il punto della situazione insieme agli avvocati della FIGC e dell’AIC, per capire con Manenti e gli avvocati che lo stanno seguendo qual è la situazione. A ieri non ho visto garanzie che mi hanno tranquillizzato a livello economico, quindi visto che si dice sempre ‘domani arriveranno i soldi’ ormai non penso che sia solo una questione economica, si è incrinato un rapporto con la città, con la credibilità, con i giocatori e con i tifosi. Ormai, anche se arrivassero i soldi, bisognerebbe ripartire con un modo nuovo e quindi cercheremo giorno per giorno di tenere informati tutti. La riunione di ieri con i giocatori? Si sono un po’ scaldati i toni da parte di tutti, rispetto al fatto che non avevano risposte. Per acquistare una squadra di calcio in una situazione difficile come quella del Parma, io credo che sia il minimo avere chiare le tempistiche, le garanzie e l’organizzazione per far arrivare soldi dall’estero. Non si sta acquistando una salumeria in un qualche paesino, ma una squadra di calcio di Serie A con una serie problematiche lunghissime, e quindi è stato percepibile per tutti il senso di impreparazione. Su questo quindi serve lavorare perché serve chiarezza e si è perso tanto tempo per trovare soluzione alternative. Adesso serve veramente accelerare i tempi, anche per altre possibili soluzioni. Io penso che i tifosi e anche i giocatori ci stanno a vedere tutte le soluzioni finali, anche le più spiacevoli come il fallimento.

Però serve chiarezza per avere anche la possibilità di andare in continuità e rilevare il titolo. Poi non parliamo mai dei lavoratori che non vedono lo stipendio da un anno e hanno diritto a garanzie o, comunque, a chiarezza per organizzare il proprio futuro. Lunedì si incontreranno tra di loro e io cercherò di essere al fianco di tutti, anche se nei confronti di una società privata il Comune non ha un potere reale, ma può solo fare pressione come territorio e istituzione. La soluzione più probabile al momento? Più probabile nel momento in cui non ci fossero risorse economiche. Il primo problema è arrivare alla fine del campionato, ed è un problema che interessa molto alla Lega, alla FIGC e quindi sarà necessario arrivare a una soluzione comune, considerando anche i soldi per le trasferte oltre a quelli per gli steward. Da giugno poi, sempre se non arriveranno le risorse, si apre lo scenario del fallimento in continuità a no, a seconda di cose dovesse decidere il curatore fallimentare, se privilegiare i creditori o l’ordinario. Adesso c’è questa scadenza del 19 marzo rispetto alla Procura che ha chiesto informazioni e certificazioni. Noi stiamo cercando di rimanere in contatto con tutte le altre istituzioni ma serve chiarezza. Basterebbe poco da parte del presidente Manenti per chiarire bene come stanno le cose e illustrarle, nel caso ci fossero state problematiche nel passaggio di società, a una città, all’Italia e alla Lega, invece di nascondersi dietro il paravento di una gestione del passato che sicuramente, e lo dico con un po’ di delusione, ha lasciato comunque tante ombre. Manenti? Come è già stato detto, se non si hanno le risorse economiche su un conto italiano per far fronte alle spese immediate è evidente che ci dev’essere qualcuno dietro. Per quanto riguarda un giudizi personali, penso che sia meglio aspettare la verità dei fatti. Penso comunque che giorno per giorno la situazione emergerà in tutta la sua problematicità o nella sua progressiva risoluzione. Per adesso non nutro particolari speranze positive, ma serve lavorare e parlare un po’ meno. Noi ci siamo fatti carico della situazione, ma ci sono delle persone che hanno delle responsabilità in questo, a partire dalla precedente gestione, alla FIGC, alla Lega, e devono essere loro in prima persona ad adoperarsi per chiarire la situazione”

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