Parma, il record passa dal centrocampo: sostanza, sacrificio e gol

"Il nostro modello è il centrocampo della Juventus, pieno di qualità e sostanza e se loro che sono una grande squadra corrono si sacrificano, perché non possiamo farlo anche noi? Abbiamo le nostre piccole qualità". Parola di Parolo

In media stat virtus, dicevano i latini, per esaltare l’equilibrio, per dire che la via maestra è la centrale. E a vedere bene i numeri, Donadoni deve condividere appieno quanto detto dagli antichi predecessori, anzi, deve aver preso il detto per vero assoluto e lo ha applicato a principio della sua filosofia di gioco.

Lui che è un equilibrato per eccellenza, uno che non va mai sopra le righe, deve aver fatto suo questo motto e girato sapientemente ai suoi giocatori. Equilibrio in tutto, nelle scelte, nel lavoro, nelle parole, bravo a non demoralizzarsi nelle sconfitte e ancora di più a non esaltarsi, quando pure ne avrebbe avuto il motivo, nelle vittorie, frutto di una squadra che funziona quasi alla perfezione anche in un reparto che latitava fino a un anno fa e che oggi si distingue per efficacia e forza, lucidità e assist, corsa e gol.

Il centrocampo di Donadoni è nello stesso tempo argine e deflusso, tampona gli attacchi, aiuta la difesa e sostiene in maniera convinta la fase offensiva, sia esso a 3 o a 5. Funziona in modo imbarazzante, quasi come quello di una Juventus che viaggia a ritmi esagerati. Nel limite del possibile, ovviamente, il paragone regge, il campo parla. Parolo ha lanciato un bel messaggio dopo la vittoria nel derby, che non sa assolutamente di spacconeria, ma solo e soltanto di umiltà. “Se corrono quelli della Juve, perché noi no?”. E si sono poi messi a correre, tanto. E a fare quello che gli ha chiesto Donadoni. Spesso il tecnico si affida a Gargano, Marchionni e Parolo, nove gol e nove assist in tre, e se questi non sono numeri efficienti.

Sono 24 le partite giocate dal centrocampista azzurro, 2128’ correlati da 7 gol e 5 assist, tanta corsa e palloni recuperati, sostegno in difesa e inserimenti, immagine bella di un centrocampista moderno; il numero 32 è stata una invenzione felice, davanti alla difesa a cucire il gioco e a metterci anche la gamba quando serve, per 22 partite, 1 gol e 1 assist; il moto di Gargano essenziale nelle equilibrature di un reparto delicato, ha prodotto 1244’ pieni di sostanza e fatica positiva, con 1 gol e 1 assist in 16 gare. Ma chi entra dopo fa bene lo stesso, con Acquah e Schelotto che garantiscono affidabilità e corsa, sostanza e sacrificio.

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