arrivano i sensori di monitoraggio sul ponte tra colorno e casalmaggiore, ma non basta!

"Bisogna garantire la durata del manufatto e per farlo occorrono necessariamente sistemi di sanzionamento, non per fare cassa, ma per evitare una nuova chiusura che non conviene a nessuno".

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

Arriva finalmente una buona notizia per il nostro importante ponte sul PO che collega la regione Emilia - Romagna con la Lombardia, ed in particolare Colorno con Casalmaggiore. I sensori atti a verificarne lo stato di salute, si stanno installando, e saranno gli stessi utilizzati sul nuovo ponte di Genova. Certo un grande onore, non si può negare, ma con l'orgoglio si va poco lontano. Accogliamo con favore questa notizia e favorevolmente l'installazione del semaforo che diventerà arancione o rosso a seconda delle necessità, in base alla tenuta del manufatto. Ottima cosa anche la cartellonistica elettronica che inviterà al rispetto dei limiti imposti di velocità e peso (speriamo sia multilingua). Bene il sistema "Bisonte" di pesa dinamica che il gruppo civico Amo Colorno ha sempre richiesto fin dall'inizio (Tutor Overload), per tutelare il ponte rattoppato con una garanzia di durata stimata in circa 10 anni di cui quasi 2 già passati. E' tutto così giusto e piacevole, che quasi ci sembra stonato, dover ricordare ancora una volta la necessità di garantire fin da subito la possibilità di sanzionare chi viola le regole di peso e velocità in maniera automatica e senza la presenza di presidi fissi di polizia. Il nostro obbiettivo non è permettere a qualche ente di fare cassa con le sanzioni, ma semplicemente di garantire che il ponte rimanga aperto e percorribile. E' essenziale, per garantire la maggior vita possibile del nostro manufatto, prevenire il compimento di azioni che potrebbero comprometterne travi e pilastri. Bisogno che diviene ancor più impellente, dal momento in cui la possibilità di costruirne uno nuovo è ancora troppo lontana e fantasiosa. Il passaggio ad Anas, già pronto sulla scrivania di qualcuno, rimane ancora solo un faldone impolverato. Grazie ai sensori, tutti i dati saranno fruibili dalla Polizia Provinciale che potrà verificare la correttezza dei transiti ed ai tecnici che potranno elaborarli e studiarli. Tuttavia crediamo non basti. Bisogna che il sistema sia rodato e funzionante in totale autonomia. Non possiamo permetterci che il Ponte richiuda ancora. Non conviene a nessuno. Le conseguenze sarebbero troppo gravi per entrambi i territori di Colorno e Casalmaggiore e per la loro economia che dopo aver subito 2 anni di chiusura del manufatto, sta pure subendo i vari lockdown per le norme restrittive anti-Covid. Bisogna prevenire e per farlo, l'unica soluzione è che il ponte riceva meno sollecitazioni possibili su certi pilastri. Fin d’ora quindi ci si adoperi per installare autovelox e per installare delle telecamere in grado di evidenziare i mezzi pesanti che non rispettano il limite delle 44 tonnellate. Ci rivolgiamo alle province di Cremona, la quale poco tempo fa ha risposto positivamente ad una nostra missiva in merito, ed alla provincia di Parma che non ci ha ancora dato disponibilità. Ci rivolgiamo anche ad Anas, ed alla politica tutta. Ognuno inizi a prendersi le proprie responsabilità ed impegni, senza continuare uno sterile scaricabarile. il gruppo civico Amo Colorno

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