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Agricoltura, Lega: "Tutelare il miele italiano da quello cinese"

Un'interrogazione del Carroccio chiede di fermare la concorrenza sleale del prodotto asiatico, che è artificiale e non naturale come quello nazionale

Tutelare il miele italiano dalla concorrenza di quello cinese, non naturale e di minore qualità. A chiederlo è un’interrogazione del Gruppo Lega.

“Si stima che le importazioni in Europa di miele proveniente dalla Cina siano arrivate alla quantità di 80 mila tonnellate all’anno: il miele cinese, rispetto a quello dell’Unione Europea, che deve essere prodotto in modo del tutto naturale dalle api negli alveari senza aggiunta di sostanze estranee, sarebbe invece realizzato attraverso metodi artificiali che prevedono l’aggiunta di sciroppo di zucchero e ne accelerano i processi di deumidificazione e maturazione”, spiegano i leghisti che insistono sul fatto che “tale lavorazione artificiosa rende il miele cinese molto economico, con un prezzo fino a quattro volte inferiore rispetto a quello italiano, ma priva il prodotto finale della genuinità e delle proprietà salutari caratteristiche del miele realizzato per via naturale attraverso l’esclusiva opera delle api”.

Gli esponenti del Carroccio ricordano che la Regione Emilia-Romagna ha riconosciuto l’apicoltura regionale come attività agricola zootecnica di interesse per l’economia agricola e utile per la conservazione dell’ambiente, la salvaguardia della biodiversità e degli ecosistemi naturali nonché per lo sviluppo dell’agricoltura in generale.

“Ora- incalza la Lega- occorre una forte risposta soprattutto a livello di Unione Europea per la salvaguardia del miele naturale europeo e dell’apicoltura tradizionale rispetto alla concorrenza cinese, con l’adozione di drastiche misure che potrebbero essere l’obbligo del rispetto degli standard di produzione naturali europei per i prodotti da importare, l’imposizione di onerosi dazi di ingresso e l’indicazione obbligatoria del paese di produzione in etichetta anche per le produzioni extra Ue, accompagnate da significativo incremento del sostegno alle analisi di verifica sulla provenienza naturale o artificiale del miele”.

Da qui l’atto ispettivo per sapere dalla Giunta “se intenda prendere urgentemente contromisure per ridurre la concorrenza del miele cinese quale prodotto artificioso privo delle peculiari caratteristiche di genuinità mantenute invece integre nelle produzioni europee e soprattutto italiane ed emiliane-romagnole; quali iniziative intenda prendere per salvaguardare il miele dell’Emilia-Romagna rispetto alla concorrenza di quello cinese e se ritenga di sostenere l’adozione delle sopra indicate drastiche misure del rispetto degli standard di produzione naturali europei per i prodotti da importare, dell’imposizione per gli stessi di forti dazi di ingresso, dell’indicazione obbligatoria del paese di produzione in etichetta anche per le produzioni extra UE e dell’incremento del sostegno alle analisi di verifica sulla provenienza naturale o artificiale del miele”.

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