"Famiglia con un bimbo di 3 anni di Fidenza messa in strada in piena emergenza coronavirus"

La denuncia della Rete Diritti in Casa: "La mattina del 4 maggio è stata fatta uscire dal residence nel quale si trovava come soluzione di emergenza dopo lo sfratto"

Proprio nel giorno, oggi lunedì 4 maggio, in cui inizia ufficialmente la fase 2 dell'emergenza coronavirus una famiglia di Fidenza con tre bambini - tra cui uno di soli 3 anni - è stata costretta ad uscire dal residence all'interno del quale si trovava da tre mesi, come soluzione di emergenza dopo lo sfratto, avvenuto prima del lockdown. Ora è in strada e non ha soluzioni per il futuro. 

"La cacciata dalla soluzione di emergenza di questa mattina avviene nonostante perduri in modo pesante l'emergenza sanitaria derivante dal coronavirus - scrive la Rete Diritti in Casa in una nota. La famiglia viene esposta a pericolo di contagio, e sarà costretta a vagare per le strade"

Secondo quanto ricostruito dall'associazione che sta seguendo la famiglia "la busta paga dell'unico genitore che lavora non basta certo a pagare un affitto privato o la permanenza in un albergo. La famiglia era assegnataria di una casa popolare a Fidenza. In una fase di difficoltà economica è subentrata una morosità che però la famiglia, in seguito alla definizione di un piano di rientro con rateizzazione del debito, stava recuperando.

"Abbiamo prova dei pagamenti effettuati per recuperare la morosità - assicurano gli attivisti - che ammontano a quasi la metà del debito. Nonostante ciò Acer e il Comune di Fidenza hanno voluto procedere con lo sfratto, nonostante ci fosse la prospettiva del pagamento di tutto il debito pregresso da parte della famiglia  ben sapendo che per la famiglia è impossibile riuscire a trovare una casa sul mercato privato. Così facendo l'accoglienza nel residence per oltre tre mesi ha comportato esborsi a carico della collettività ben superiori al debito residuo della famiglia creando, dopo la cacciata dal residence della famiglia, una è grave e rischiosa situazione per la famiglia.

"Pensiamo che si tratti - concludono i volontari che lavorano per il diritto all'abitazione - di un gravissimo caso di violazione del diritto di ogni persona alla salute e di tutela della vita di ogni essere umano, con l'aggravante che sono coinvolti anche dei minori. Mentre gli sfratti a livello nazionale sono sospesi fino a settembre, a Fidenza si caccia una famiglia in strada in piena emergenza sanitaria

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