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Luppolo: finanziato un nuovo progetto di filiera, all’Università di Parma la responsabilità scientifica

Dalla Regione 290mila euro, 110mila a Unipr. L’Ateneo si conferma centro di innovazione della luppolicoltura italiana

Dalla Regione Emilia Romagna arrivano quasi 300mila euro per un progetto di ricerca dedicato al luppolo, coltura sulla quale l’Università di Parma è impegnata da tempo in chiave scientifica.

Il progetto ha come capofila la Cooperativa Luppoli Italiani di Ravenna e come responsabile scientifico Tommaso Ganino, docente di Biologia e fisiologia vegetale all’Università di Parma. Il finanziamento è di circa 290mila euro, di cui circa 110mila destinati all’Università di Parma. Il progetto è stato finanziato su un bando PSR, misura 16.1 Focus Area 3A.

L’Università di Parma si conferma così centro di innovazione della luppolicoltura italiana. Dal 2011, grazie alle ricerche e alla promozione da parte dell’Ateneo (Dipartimento di Scienze degli Alimenti e del Farmaco), la coltura del luppolo (concentrata in genere nelle zone continentali dell’Europa e negli USA) è diventata anche italiana, e col tempo l’Università di Parma è diventa il primo Centro di Certificazione del Luppolo riconosciuto dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.

Il gruppo operativo del progetto è formato da diverse aziende che operano sul territorio e che hanno un ruolo lungo la filiera. Obiettivo generale è quello di migliorare la redditività e la competitività delle aziende agricole attraverso la creazione e lo sviluppo di una filiera agricola innovativa e sostenibile.

Tra gli obiettivi specifici: migliorare la qualità del prodotto agricolo “luppolo”; ricercare nuove varietà nazionali; migliorare la sostenibilità ambientale e sociale delle tecniche di coltivazione e di lavorazione; integrare gli operatori della filiera agricola; sviluppare innovazione e tracciabilità (notarizzazione) dei processi di lavorazione, dei processi di raccolta e post raccolta; migliorare la redditività e la valorizzazione delle aziende agricole.

La ricerca permetterà di ottenere questi risultati:
- un protocollo di coltivazione sostenibile del luppolo attraverso la coltivazione di piante sane e l’adozione di un sistema biologico per un prodotto di qualità
- un miglioramento della biodiversità regionale e un miglioramento genetico
- un sistema di tracciabilità innovativo della filiera brassicola, dalla terra alla tavola.

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