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Venerdì, 12 Agosto 2022
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Myanmar: l'Università condanna l'esecuzione di 4 dissidenti

Il Rettore Paolo Andrei: "L'auspicio è che al più presto possano essere ripristinate condizioni di democrazia, libertà e rispetto dei diritti umani guardando a un futuro più equo, libero e di pace"

Il Rettore dell'Università di Parma, Paolo Andrei, si associa alla ferma condanna delle recenti esecuzioni capitali di Kyaw Min Yu (conosciuto come "Ko Jimmy"), Phyo Zeya Thaw, Hla Myo Aung, e Aung Thura Zaw, quattro attivisti democratici oppositori del regime militare in Myanmar. In una nota il Rettore dichiara: "Il Myanmar sta vivendo una situazione davvero tragica. Condanno fermamente quanto accaduto ed esprimo la mia più profonda vicinanza ai cittadini e alle cittadine del Myanmar in momenti così difficili per tutti e tutte loro. L'auspicio è che al più presto possano essere ripristinate condizioni di democrazia, libertà e rispetto dei diritti umani guardando a un futuro più equo, libero e di pace".

Alliance for a Democratic Myanmar (che più volte si è appellata alla comunità internazionale chiedendo di non riconoscere il regime militare, di consegnare i criminali alla giustizia, di liberare i prigionieri politici e di riconoscere il National Unity Government come rappresentante ufficiale del Myanmar) ribadisce che le esecuzioni, avvenute al di fuori di corrette procedure giudiziarie, sono equiparabili a omicidi indiscriminati e si configurano quindi come crimini contro l'umanità. L'Università di Parma vanta un rapporto di intensa collaborazione scientifica, culturale e di amicizia con il Myanmar e ha ripetutamente espresso la sua preoccupazione e la sua condanna per l'ondata di violenze, arresti e negazione delle libertà fondamentali, dei diritti umani e della volontà del popolo in atto nel Paese.

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