Sala Baganza: Rossi ha visitato la parte privata della Rocca

Il Presidente della Provincia, guidato dal Sindaco Spina, ha ammirato le stanze affrescate da Sebastiano Galeotti e ha dichiarato il proprio interessamento a sostegno del progetto di recupero, possibile grazie ad un accordo coi privati sottoscritto dal Comune

Nei giorni scorsi il Sindaco di Sala Baganza Aldo Spina ha guidato il Presidente della Provincia Diego Rossi in una visita alla Rocca di Sala Baganza, nella parte di proprietà di privati. Si tratta della parte est dell’edificio, che, a differenza della parte di proprietà comunale posta ad ovest, non è stata oggetto di interventi dopo il terremoto del 2008, risultando esclusa da contributi pubblici, e necessiterebbe a sua volta di un qualificato lavoro di restauro. Comprende una serie di stanze con affreschi e boiserie pregevoli, parte delle quali già adibite a residenza di Antonio Farnese ed in seguito di Maria Amalia, che amavano entrambi molto soggiornare a Sala Baganza.

Il Sindaco Spina ha mostrato le bellezze dell’edificio al Presidente Rossi, illustrando anche il progetto a cui il Comune sta lavorando da qualche anno: un accordo coi proprietari privati per ripristinare l’agibilità dell’intera Rocca e rendere accessibile al pubblico le parti di maggior pregio storico artistico.

La Legge regionale 40 del 1998 consente di investire risorse pubbliche nel recupero di edifici privati, purché si consegua un utilizzo pubblico congruo. L’accordo con i privati, efficace da alcuni mesi, prevederebbe, una volta effettuati i lavori di ripristino dai danni del terremoto, l’utilizzo pubblico del piano nobile della parte privata della Rocca per non meno di 10 anni, una durata che sarà precisamente determinata in relazione all’effettiva entità della spesa. Dal progetto in fase di perfezionamento il costo dei lavori si aggira sui 450 mila euro. I tempi però sono stretti: i lavori devono venire appaltati entro il 2021. Spina, data la valenza sovracomunale dell’impresa, ha chiesto aiuto al Presidente Rossi per il reperimento di risorse per il ripristino, che ovviamente il Comune non sarebbe in grado di sostenere in toto, specificando che sono già in corso contatti con Regione, Istituto dei Beni culturali,  Università, Fondazioni.

“Si tratta di un progetto di ampio respiro – ha spiegato il sindaco Spina – che porterebbe ad arrestare il degrado di un immobile di grande valore, recuperandolo e valorizzandolo come contenitore culturale, ma anche come oggetto di studio e di ricerca. Occorre però avere la certezza delle risorse disponibili entro la prossima primavera.”

Il Presidente della Provincia Diego Rossi si è mostrato colpito dalla bellezza delle stanze che ha visitato e ha assicurato il proprio interessamento al progetto.”Certamente si tratterebbe di un investimento che moltiplicherebbe il potenziale attrattivo della Rocca di Sala Baganza, con ampie  ricadute positive sull’intero territorio – ha commentato – Si renderebbe fruibile al pubblico un patrimonio che si andrebbe ad inserire con un ruolo di primo piano nella rete delle residenze ducali, vicino sia a Parma sia a Colorno, con meccanismi positivi di sinergia.”

LA ROCCA
Il momento di massimo splendore della Rocca di Sala Baganza è all’inizio del ‘700, quando Antonio Farnese decide di stabilirvi la propria dimora, avviando un’estesa ristrutturazione che da edificio di difesa la qualifica come residenza nobiliare. Vi lavorano artisti di valore assoluto, come Sebastiano Galeotti, particolarmente attivo nel Ducato dei Farnese, a Piacenza e a Parma, quando godette della protezione di Antonio Farnese. La parte pubblica della Rocca è stata progressivamente recuperata ed adibita a polo culturale di valenza sovra comunale e ospita mostre ed eventi. Il parco è stato restaurato a metà degli anni ’90  secondo l'impianto originale settecentesco.

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