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Si è insediato il nuovo Consiglio provinciale

Oggi a Palazzo Giordani la convalida degli eletti e il giuramento del Presidente della Provincia Diego Rossi. Dai discorsi inaugurali, l’impegno a un lavoro comune a favore di tutto il territorio

Stamattina a Palazzo Giordani si è svolta solennemente la seduta di insediamento del nuovo Consiglio provinciale uscito dalle urne del 31 ottobre scorso, con l’esame delle condizioni di eleggibilità e di compatibilità delle cariche del Presidente e dei Consiglieri: tutti gli eletti sono stati convalidati. 


Erano quasi tutte facce nuove, a parte i consiglieri Gianpaolo Cantoni (Pdp – Provincia Democratica Progressista), che ha al suo attivo due mandati e  Andrea Mari (Ipt- Insieme per il territorio), subentrato nel corso dell’ultimo mandato. 

Subito dopo il neo Presidente della Provincia Diego Rossi si è alzato in piedi e ha prestato giuramento, con la formula di rito: “Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana, di osservare lealmente la Costituzione italiana e le leggi dello Stato, di adempiere ai doveri del mio Ufficio nell’interesse dell’Amministrazione per il pubblico bene”.

Dopo i ringraziamenti agli amministratori che lo hanno preceduto, che hanno gestito una difficile fase di transizione, e a dirigenti e dipendenti che col loro impegno hanno consentito la prosecuzione dei lavori pur tra mille difficoltà, il Presidente Rossi ha ringraziato anche gli attuali consiglieri provinciali, che si sono assunti fardello aggiuntivo, senza compensi, per guardare al bene pubblico e non solo quello dei singoli comuni. 
La situazione è molto diversa da quattro anni fa: “Oggi le Province sono un ente costituzionale, e così resteranno – ha ricordato Rossi – La Provincia di Parma è un ente in ordine, che sia per le risorse sia per l’organizzazione ha trovato un suo equilibrio. Un Ente che ha compiti importanti: edifici scolastici, viabilità e patrimonio, programmazione urbanistica e scolastica. Ma abbiamo anche un lavoro politico da fare insieme, per ridare un ruolo politico alla Provincia nelle relazioni con gli altri livelli di governo, Regione e Governo. Ce lo dobbiamo riconquistare, col nostro impegno, con un’interlocuzione costante ed autorevole, anche attraverso l’Upi,  l’associazione delle Province. E abbiamo bisogno di risorse aggiuntive, almeno di mantenere a livello provinciale quanto viene trasferito a Roma: le risorse sono indispensabili per gestire strade, ponte, scuole, anche solo per l’ordinaria amministrazione.”
Rossi ha anche auspicato una revisione del modello di governo, con un ritorno all’elezione diretta degli amministratori, per una loro legittimazione più forte, rilevando i segnali  di una possibile revisione del ruolo delle Province, con nuovi compiti come quello di stazione appaltante anche per i Comuni, soprattutto a sostegno di quelli più piccoli e meno strutturati.

Sono poi intervenuti i neo consiglieri.
Cantoni ha concordato  su tutta la linea con Rossi, auspicando una trasformazione della Provincia in partner dei Comuni, e fornitore di servizi come la CUC, il Suap e la gestione del vincolo idrogeologico, ma anche la gestione dei rapporti con l’Europa, che può essere una fonte di finanziamento importante, come accade in altri Paesi. Ha rilevato come l’attuale gratuità del mandato dei consiglieri provinciali pur triste, è “fonte di autorevolezza presso i cittadini, un recupero del volto nobile  della politica”.
Del Sante (Pdp) ha rievocato la Provincia del passato, che era un ente di riequilibrio territoriale e operava per offrire opportunità ai territori più deboli; ha invitato il Consiglio a lavorare con  uno sguardo davvero provinciale, e a mettere in campo uno sforzo particolare sulla viabilità, che vada oltre la manutenzione. 
Da Garbasi (Ipt) l’auspicio, che avendo solo due anni, tutti remino nella stessa direzione.
Anche Mari, che ha condiviso il discorso di Rossi, ritiene che la Provincia debba tornare al suffragio universale. Ha auspicato maggiore collegialità e condivisione nei lavori del Consiglio rispetto al passato, e ha chiesto che i consiglieri siano bene informati prima delle sedute.
De Maria (Ipt), condividendo gli auspici di nuove condizioni per la Provincia, ha affermato che la sfida è trovare accordi che consentano di lavorare proficuamente, uscendo da un’ottica comunale. Ha ribadito l’importanza di attingere a risorse europee, che vengono ora assegnati ai progetti migliori, e su cui occorre che la Provincia dia un contributo ai Comuni.
Anche Benecchi (Pn - Provincia Nuova) ha affermato di aver riscontrato il favore dei cittadini per una carica non retribuita, e ha annunciato che il suo gruppo farà una opposizione costruttiva e collaborativa.
Quintavalla (Pn), lamentando lo scarso peso dei piccoli Comuni nelle elezioni provinciali, ha proposto di lavorare in Consiglio col buon senso, al servizio dell’intero territorio. 
Saglia Codeluppi (Pn) ha espresso la speranza in un ripensamento sul sistema elettorale e sul ruolo delle Province, tra l’altro perché “i cittadini di montagna non sono di serie B e hanno  più esigenze di quelli delle zone più ricche”.
Tassi Carboni (Ipt) ha dichiarato che il suo gruppo”valuterà sui singoli temi se essere di maggioranza o di minoranza, in base alle proposte”. Il suo è stato un messaggio di fiducia: “Abbiamo una bella voglia di metterci a disposizione, ci sono qui bravi dirigenti, personale adeguato, abbiamo alcune buone idee da portare avanti, possiamo essere una bella squadra, con le risorse che ci sono. Delineiamo due - tre linee di mandato, realizzabili in questi due anni e misuriamoci su quello, per dare concretezza al nostro operato.”
Bertocchi (Pdp), già consigliere provinciale in passato, ha garantito il suo impegno per tutto il territorio.
Trevisan (Pdp) ha sottolineato a sua volta il tema dei progetti europei, “che comportano però una buona programmazione,  e che perciò dovrà essere il nostro primo impegno, oltre alla manutenzione,  alla gestione corretta del territorio, e a un controllo sui rifiuti.”
Per Spina (Pdp) “l’inutile contrapposizione tra capoluogo e resto del territorio in passato ha fatto danni, occorre invece fare squadra e ci sono premesse positive, anche per l’impegno del Comune di Parma e dei suoi rappresentanti.”

Concludendo la seduta, il Presidente Rossi ha affermato di cogliere positivamente lo spirito di collaborazione emerso dagli interventi, e ha dichiarato la propria massima disponibilità all’ascolto e al confronto, per un lavoro veramente collegiale. 

Nei prossimi giorni l’attribuzione delle deleghe e la nomina dei capigruppo.

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