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Emergenza coronavirus: "Boom di accessi al triage respiratorio dell'Ospedale Maggiore"

I pazienti sospetti vengono sottoposti ad una Tac all'interno del padiglione Barbieri

Emergenza coronavirus. Aumento esponenziale degli accessi al triage respiratorio, allestito all'Ospedale Maggiore di Parma. Se il giorno dell'apertura, sabato 29 febbraio, infatti i pazienti che si sono rivolti alla nuova struttura, pensata per accogliere le persone che presentano sintomi respiratori, erano stati trenta, il giorno dopo una cinquantina e ieri, lunedì 2 marzo, circa settanta. Il numero di casi totali a Parma è di 84 pazienti contagiati, secondo i dati del 3 marzo. 

"Da sabato 29 febbraio - ha sottolineato Sandra Rossi, direttore dipartimento interaziendale di Emergenza-Urgenza - è diventato operativo il punto di triage respiratorio che, insieme al suo propedeutico pretriage, consente alle persone di essere valutate con un triage dedicato alle persone che arrivano con problemi respiratori e febbre. Il meccanismo lo abbiamo rodato e, da sabato, c'è stato un incremento notevole di accessi. Ci sono tante persone che si stanno recando a questo punto di Pronto Soccorso e che vengono poi valutate: poi si decide o per il rinvio a domicilio oppure a un reinvio a domicilio con l'affidamento ai servizi sanitari o in ricovero ospedaliero, qualora le condizioni lo richiedano. I pazienti vengono avviati in un percorso che può prevedere il ricorso alla Tac toracica. Ci sono posti letto che sono stati creati e rioganizzati al padiglione Barbieri. Sono numeri di incremento esponenziale: sabato ci sono stati 30 pazienti, domenica 50 pazienti e ieri, 2 marzo, 70 pazienti. Probabilmente inizia a diffondersi la consapevolezza che esiste il nuovo servizio". 

"Nell'ambito della patologia del coronavirus da venerdì scorso - ha sottolineato la professoressa Tiziana Meschi - è stato introdotto un nuovo percorso al padiglione Barbieri che prevede l'invio dal triage respiratorio alla Tac del Padiglione Barbieri dei pazienti sospetti. In caso di positività vanno direttamente in reparto in posti che abbiamo realizzato per i pazienti sospetti: attendono l'esito del tampone faringeo e sono seguiti da equipè con internisti, geriatri, un anestesista rianimatore e un chirurgo che monitorano continuamente la situazione e si dedicano alla cura di questi malati. Se sono positivi vengono trasferiti in un reparto dedicato"
 
 

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