Aemilia, dopo la sentenza della Cassazione i carabinieri di Parma eseguono sei arresti

Tra gli arrestati anche Francesco Lamanna, ritenuto il referente della cosca emiliana per le province di Cremona, Mantova e le zone di Salsomaggiore Terme e della bassa piacentina

Il 24 ottobre la Corte di Cassazione ha confermato le condanne emesse dalla Corte d’Appello di Bologna, relativamente agli imputati nel rito abbreviato, che avevano presentato ricorso nell’ambito dell’inchiesta Aemilia. La Procura Generale presso la Corte d’Appello di Bologna ha quindi emesso i relativi ordini di carcerazione nei confronti di 29 condannati che sono stati eseguiti nei giorni seguenti in ambito nazionale dai Comandi Provinciale carabinieri di Parma, Modena e Piacenza.

I carabinieri del Nucleo Investigativo di Parma hanno eseguito sei arresti, tra i quali spicca quello nei confronti di Francesco Lamanna, condannato a 25 anni di reclusione per i reati di associazione di stampo mafioso, estorsione, ritenuto il referente della cosca emiliana per le province di Cremona, Mantova e le zone di Salsomaggiore Terme e della bassa piacentina. Gli altri arrestati sono Giovanni Vecchi, condannato alla pena di anni 4 e mesi 10 di reclusione, per i reati di intestazione fittizia di beni ed attività, impiego di denaro, beni o altra utilità di provenienza illecita, con l’aggravante dell’agevolazione mafiosa; Patrizia Patricelli, condannata alla pena di anni 4 e mesi 10 di reclusione, per i reati di intestazione fittizia di beni ed attività, impiego di denaro, beni o altra utilità di provenienza illecita, con l’aggravante dell’agevolazione mafiosa; Gennaro Gerace condannato alla pena di anni 3 e mesi 6 di reclusione, per i reati di estorsione, con l’aggravante dell’agevolazione mafiosa; Giuseppe Pallone, condannato alla pena di anni 5 e mesi 10 di reclusione, per i reati di impiego di denaro, beni o altra utilità di provenienza illecita, con l’aggravante dell’agevolazione mafiosa; Francesco Silipo, condannato alla pena di anni 3 e mesi 8 di reclusione, per i reati di estorsione, con l’aggravante dell’agevolazione mafiosa;

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