Cronaca

Banca Monte, Intesa conferma i tagli: rischio rottura con i sindacati

Nell'incontro di ieri a Milano il gruppo ha riproposto le richieste di contenimento del costo del lavoro e i licenziamenti, per le organizzazioni sindacali "posizioni inaccettabili e tali da pregiudicare il confronto"

Protesta davanti alla sede di Banca Monte Parma

Le ultime evoluzioni della situazione dei lavoratori di Banca Monte non lasciano presagire niente di buono per il futuro dei lavoratori del gruppo, da mesi in vertenza contro l'acquisizione da parte di Intesa Sanpaolo. L'incontro che si è tenuto ieri a Milano non è andato bene: i sindacati comunicano che Intesa Sanpaolo ha consegnato un primo testo con cui ha confermato le sue richieste di taglio del costo del lavoro e di uscita obbligatoria con licenziamento di personale.

Il gruppo, secondo le organizzazioni sindacali, ha "riproposto posizioni inaccettabili, tali da pregiudicare il confronto. Si tratta di proposte che risultano ancor più gravi e pericolose in un Gruppo come Intesa Sanpaolo, di cui Banca Monte Parma fa parte, che si sta apprestando a respingere circa 700 richieste di esodo volontario e a procedere ad un numero consistente di nuove assunzioni (1.000) a partire dal 2013".


"É davvero paradossale -prosegue la nota- che, mentre esistono i presupposti per assumere o mantenere al lavoro più di 1.700 lavoratori nel Gruppo Intesa Sanpaolo, si vorrebbero licenziare i 100 lavoratori di Banca Monte Parma. Le Organizzazioni Sindacali Unitarie, la Delegazione Sindacale trattante di Intesa Sanpaolo e le Rappresentanze Sindacali Aziendali di Banca Monte Parma, dopo aver analizzato il testo aziendale hanno replicato rifiutando qualsiasi logica di licenziamento e proponendo un percorso basato sulla riduzione del numero delle uscite". Il 15 novembre si terrà un nuovo incontro.

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