Barilla, produzione all'estero? Cgil: "Ci lascia molto perplessi"

Mauro Macchiesi, Segretario Nazionale Flai Cgil: "Le dichiarazioni dell'Amministratore Delegato sul Financial Times sulla previsione di costruire uno stabilimento per produrre la pasta in ogni Paese in cui c'è penetrazione commerciale, ci lascia molto perplessi"

“Le dichiarazioni dell’Amministratore Delegato di Barilla sul Financial Times riguardo le future strategie del Gruppo che prevedono di costruire uno stabilimento per produrre la pasta in ogni Paese in cui c’è penetrazione commerciale, ci lascia molto perplessi”. Lo dichiara Mauro Macchiesi, Segretario Nazionale Flai Cgil, commentando l’intervista di Claudio Colzani.

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“Abbiamo apprezzato la strategia del Gruppo di questi ultimi mesi che punta alla difesa dei volumi prodotti nel nostro Paese e concentra su pasta e piatti pronti per la penetrazione sui mercati nel Mondo, anche se pensiamo che nella Bakery un brand come “Mulino Bianco” possa avere un buon valore aggiunto. Ma, legare la crescita nel mondo all’idea di un sistema di produzione locale, non ci convince per due ordini di motivi. Il primo – spiega Macchiesiè la sostenibilità degli impianti italiani; il secondo riguarda il valore della produzione italiana nel mondo. Infatti, può anche darsi che il valore aggiunto della produzione italiana non stia solo nelle materie prime, come spesso ha sostenuto proprio il Presidente della Barilla, ma sicuramente non può prescindere dalla capacità di lavorare i prodotti, eredità di una ben precisa storia, cultura e tradizione. Per questo condividiamo e difendiamo con forza l’idea che la capacità di lavorazione e trasformazione rappresentino un sistema da difendere e valorizzare, e questo significa difendere la produzione italiana della Barilla. Comunque, rimaniamo convinti che in Italia ci sia il problema di ricostruire la filiera dei prodotti agricoli per valorizzare i prodotti agroalimentari”.

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