BeCrowdy, la cultura si finanzia con il Web. Bertolini: 'Un sostegno reale'

Il presidente: "Ci è sempre piaciuta la filosofia del crowdfunding, il finanziamento gestito dal basso, e volevamo importare anche in Italia un processo simile di sostegno reale e concreto alla cultura"

Negli ultimi anni la New Economy è diventata sempre più presente nelle vite di tutti noi, anche se troppo spesso il termine è stato usato per indicare astrattamente giovani intraprendenti, capaci di arricchirsi con internet e possibilmente americani. In realtà il mondo digitale assume ogni giorno di più i connotati di una vera e propria economia alternativa, dove le idee possono ancora fare la differenza e per farlo non necessitano di investimenti spaventosi. È così che anche Parma può essere sede di un'esperienza che rappresenta sicuramente una novità importante, soprattutto in un settore in crisi come quello dei progetti culturali ed editoriali. Stiamo parlando di BeCrowdy, iniziativa nata grazie alla passione di cinque ragazzi, tutti al di sotto dei 30 anni e tutti con una solida formazione artistica alle spalle. Così nasce la piattaforma sulla quale i progetti selezionati dal team BeCrowdy possono essere realizzati grazie ai finanziamenti ricevuti dagli utenti del web che vogliono contribuire ed essere parte integrante della loro riuscita.

"L'idea nasce un anno fa  - ci spiega il presidente Matteo Bertolini - dalla volontà di smuovere il settore culturale mettendo in campo un'alternativa che potesse aiutare a produrre e promuovere progetti in ambito artistico. Ci è sempre piaciuta la filosofia del crowdfunding, il finanziamento gestito dal basso, e volevamo importare anche in Italia un processo simile di sostegno reale e concreto alla cultura".

"Ci sono già alcune piattaforme del genere - aggiunge Matteo -, esperimenti interessanti, ma secondo noi hanno il difetto di essere o molto generalisti o molto settorializzati per cui quello che manca, in Italia e non solo, è creare una community  alle spalle del crowdfunding che sia partecipativa non solo in relazione ad un singolo progetto ma all'ambito culturale che vogliamo costruire attorno a BeCrowdy".  Nel concreto dunque l'idea è quella di costruire una comunità virtuale dove artisti e finanziatori siano entrambi soggetti attivi e partecipanti dell'atto creativo. Un processo virtuoso dove il finanziamento non è il fine, ma una logica conseguenza.

Forti dell'idea i cinque futuri imprenditori si sono messi all'opera e in un anno di strada ne hanno davvero fatta tanta. "In una fase iniziale - racconta la vicepresidente di BeCrowdy, Rossella Lombardozzi -  abbiamo partecipato a diversi bandi e tra questi ON/OFF che abbiamo vinto, da lì ci siamo mossi per arrivare alla fine del 2013 a costituirci in srl semplificata e in questa veste il 3 aprile 2014 abbiamo dato inizio ufficialmente alla nostra attività on line. In questi mesi abbiamo lavorato alla ricerca di progetti validi da proporre per la piattaforma".

E sono stati mesi spesi decisamente bene visto le proposte raccolte, che spaziano dall'editoria agli eventi, mostrano la capacità di coinvolgere soggetti estremamente interessanti. È il caso dell'ex cantante dei Modena City Ramblers, Cisco, che ha scelto la piattaforma di BeCrowdy per proporre e cercare finanziamenti per la sua prima biografia "ufficiale e romanzata"; o del bando per i giovani creativi istituito dall'Associazione comuni virtuosi e sostenuto da Circolo Arci Fuori Orario e Il Fatto Quotidiano; o ancora della mostra di Gianni Pezzani dal titolo "Parma Dorme".

"In tutto ora ci sono 8 progetti attivi - spiega Rossella - e sul nostro sito (www.becrowdy.com) è possibile monitorare il loro avanzamento. Infatti i progettisti quando presentano la propria idea decidono anche un tempo entro cui la raccolta fondi si deve concludere, cioè quanto far durare la propria campagna. Cisco ad esempio aveva stabilito un limite di 60 giorni e ha raggiunto l'obiettivo in 13. Se come in questo caso raggiungi il 100%, prima del tempo previsto, la tua campagna non si ferma ma va avanti fino al termine stabilito per cui può continuare a ricevere finanziamenti. Se al contrario non raggiungi l'obiettivo non guadagni nulla".

L'ingrediente fondamentale per la riuscita, in ogni caso, è la fiducia come ci spiega Rossella che aggiunge: "Da un lato c'è ancora poca abitudine in Italia ad effettuare acquisti on line, dall'altro molti progettisti che proponiamo non sono conosciuti quindi gli utenti devono credere nella piattaforma e nell'idea che stanno sostenendo economicamente. E' ovvio che personaggi come Cisco rendono credibile la nostra piattaforma e più in generale il metodo del crowdfunding come forma utile per reperire finanziamenti. Inoltre nel nostro caso abbiamo scelto di dare rilevanza alla ricompensa per cui chi finanzia si sente partecipe di qualcosa di esclusivo e non resta a mani vuote".

Ma quali sono i requisiti che rendono un progetto valido? "In primo luogo occorre pianificare ogni passaggio, pensare attentamente a quanto realmente sia fattibile, valutare l'entità del finanziamento che si chiede e accertasi di poter realizzare con quei soldi il progetto che hai voluto lanciare. In questo senso c'è poco spazio per i furbetti e pressapochisti: una brutta figura nella mancata realizzazione di un progetto fa perdere credebilità allo stesso proponente. Una volta stabilita la validità dell'idea si parte con il suo lancio on line e si attende che il web lo finanzi".

L'ultima domanda è forse meno filosofica, ma ugualmente importante per valutare la serietà di questa iniziativa: come si finanzia BeCrowdy? "Se il progetto raggiunge il 100% prendiamo una percentuale dell'8% su quello che effettivamente alla fine della campagna è stato finanziato, mentre se non raggiunge l'obiettivo non percepiamo nessuna commissione. Con questo ci teniamo a ribadire che non si tratta solo una compravendita e questo è il messaggio che vogliamo passi: l'utente è partecipe del progetto, è una parte importante".

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E anche in questo caso l'idea è buona: con questo sistema l'azienda è motivata ad individuare progetti validi, con maggiori probabilità di riuscita, privilegiando la qualità sulla quantità. Una scelta che dice molto della determinazione di questi cinque ragazzi e della loro volontà di riuscire a dare un futuro alla neonata società. Le premesse sono ottime, ora sta ai finanziatori farsi avanti con curiosità ed interesse.

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