Bimbo morto a Collecchio, la disperazione del primo soccorritore: "Sono riuscito a farlo respirare ma il trauma cranico era troppo grave"

La testimonianza di Matteo Ditommaso, custode del salumificio Annoni di Collecchio: "Sapevo cosa fare perché aveva frequentato i corsi aziendali di primo intervento: dovrebbero farlo tutti"

Matteo Ditommaso

La drammatica testimonianza di Matteo Ditommaso, custode del salumificio Annoni di Collecchio, che è riuscito a soccorrere il bambino di 5 anni, riuscendo a farlo respirare, caduto dalla finestra della sua abitazione di via La Spezia a Collecchio nel pomeriggio di domenica 26 gennaio. Il bimbo è poi morto all'Ospedale Maggioredopo qualche ora dal ricovero. Matteo abita con la famiglia all'interno dell'area dell'azienda, adiacente all'abitazione bifamiliare all'interno della quale è avvenuta la tragedia. Subito dopo aver sentito le urla non ci ha pensato un attimo e si è precipitato nel cortile dell'abitazione: aveva svolto i corsi di primo intervento per l'azienda per cui lavora e sapeva come intervenire. 

LA VIDEOINTERVISTA A MATTEO DITOMMASO 

"Ero a casa con mia moglie e mio figlio, erano circa le 16.30 di domenica 26 gennaio - racconta Matteo a Parmatoday. Abbiamo sentito queste urla tremende. Mi sono recato immediatamente sul luogo della disgrazia: subito non ho ben capito la situazione. Mia moglie, dalla finestra, ha visto meglio di me quello che stava succedendo. Io ero già in cortile".

Pochi istanti, momenti di panico e paura ma Matteo è riuscito a rimanere calmo e ad intervenire, nonostante il cancelletto non si aprisse, proprio in quei momenti concitati. "Ho visto la madre che aveva in braccio il piccolo, che aveva la lingua rivolta all'interno della bocca. Sono stati attimi di panico e di urla: in quel momento non pensavo che il bambino fosse caduto dalla finestra. Ho pensato ad un malessere, ad un infarto: sono rimasto calmo, mi sono fatto passare il bambino dalla madre, attraverso il cancelletto, che non si apriva. Mi sono accorto immediatamente che il respiro non c'era: mi sono accorto della cosa e ho praticato l'intervento di primo soccorso. Il bambino ha ricominciato a respirare".

"Dopo meno di cinque minuti - racconta Matteo - sono arrivati i soccorritori del 118 che hanno intubato il piccolo e lo hanno trasportato d'urgenza in ospedale. I genitori erano ovviamente scioccati per quanto era accaduto: dopo poche ore mi sono recato in ospedale per accertarmi delle sue condizioni di salute. L'equipè medica che lo stava seguendo mi ha detto che la situazione del bimbo era disperata. Poi ho saputo della sua morte: è un dolore indescrivibile. Sento che il mio intervento è stato inutile". L'appello che rivolge a tutti è di frequentare i corsi di primo intervento, che hanno consentito a lui di intervenire in una situazione di estrema emergenza: "Si, dovrebbero frequentarli sempre più persone, perchè può accadere di tutto, in qualsiasi momento, anche mentre sei a fare la spesa. Riuscire ad intervenire nei primi minuti è essenziale per salvare una persona". 

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