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Borgotaro, sesso e droga: madre e figlia avvelenano un pensionato

Giuseppe Berni era stato trovato morto nella sua abitazione nella frazione di Monticelli lo scorso 11 gennaio. Il decesso è stato causato da una forte assunzione di ansiolitici ad opera di una donna con la complicità della figlia

Non ci sono più ombre sul caso di Giuseppe Berni, l’anziano di Monticelli di Borgotaro trovato morto nella sua abitazione lo scorso 11 gennaio. Il decesso non è avvenuto per cause naturali. Il delitto è opera di Giuseppina Lugari di 62enne anch’essa residente a Borgatoro, che gli ha somministrato una dose di ansiolitici. Ad aiutarla la figlia, Sonia Barbieri di 44 anni residente a Sala Baganza. Da mesi, madre e figlia rubavano soldi all’anziano al quale offrivano in cambio prestazioni sessuali. Un rapporto degenerato in tragedia.

La Lugari. è finita in manette grazie ad alcune intercettazioni telefoniche nelle quali raccontava alla figlia tutti i particolari dell’omicidio. Per lei l’accusa è omicidio preterintenzionale. In manette anche la figlia su cui però gravano diverse imputazioni, tra cui furto e rapina.

A spiegare le dinamiche, il procuratore Giuseppe Laguardia insieme al comandante di Borgorato Giuseppe Marletta e i carabinieri del Ris. “L’Operazione A-Mantide si è risolta grazie al lavoro prezioso dell’arma dei Carabinieri in collaborazione con il reparto dei Ris di Parma. Un lavoro ottimo che ha portato all’arresto delle due donne in poco tempo”.

L’uomo era stato trovato cadavere lo scorso 11 gennaio. Dalle prime analisi la causa del decesso sembrava essere il freddo. Ma la verità era nascosta in una bottiglietta vuota di ansiolitici trovata a pochi metri dalla casa di Berni. Ed è proprio da questa che sono partite le indagini che hanno portato al riconoscimento delle due donne. L. era in rapporti con il defunto già da mesi. La donna infatti offriva prestazioni sessuali in cambio di denaro. La situazione però è degenerata quando la donna ha capito che l’uomo nascondeva in casa migliaia di euro in contanti. Per questo motivo ha coinvolto anche la figlia e insieme sono riuscite a rapinarlo in diverse occasioni. A tradirle, proprio il flacone di ansiolitico ritrovato sotto la neve poco distante dalla casa di Berni. Tale farmaco avrebbe provocato all’anziano un malore e uno stato di incoscienza poi risultati fatali.

La somma di denaro sottratta all’uomo ammonta a 8-10 mila euro e la tecnica usata era sempre la stessa: grosse quantità di sedativi. Ad agosto infatti l’uomo era stato trovato svenuto in casa dai vicini. La donna avrebbe iniziato a frequentare Berni nel 2009 e, grazie probabilmente all'aiuto della figlia, dipendente precaria di un Cup dell'Usl, si procurava Lexotan, Rivotril e Tavor che puntualmente diluiva nelle bevande dell'uomo. Altri indizi importanti sono poi arrivati dalle intercettazioni ambientali e telefoniche disposte dalla Procura dove madre e figlia facevano ipotesi e davano particolari che non erano mai emersi negli articoli di stampa o nei dettagli forniti dai carabinieri. Infine ci sarebbe anche un altro anziano della zona finito nel mirino della Lugari: sempre partendo da prestazioni sessuali a pagamento, ne avrebbe approfittato per entrare nella sua abitazione e rubargli soldi. Ora le due sono nel carcere di Via Burla.

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