Capriglio, lavori per salvare il ponte di Antria dalla frana

Sul posto anche l'escavatore con il quale si sta cercando di regimentare, per quanto possibile, le acque presenti nel corpo di frana. Il Coordinamento si insedierà mercoledì 8 maggio in Provincia

A Capriglio si è cominciato a lavorare in prossimità del ponte di Antria sulla Massese, dopo il centro di Lagrimone. I tecnici coordinati dal Servizio Viabilità della Provincia hanno cominciato a pulire la zona togliendo le piante cadute sia a valle che a monte del manufatto, per fare in modo che se la frana dovesse raggiungere il ponte la massa di detriti possa passare sotto le arcate. E’ anche arrivato sul posto l’escavatore con il quale si sta cercando di regimentare, per quanto possibile, le acque presenti nel corpo di frana. In corso anche sondaggi ai piloni del ponte. Tutti questi interventi sono preventivi alla discesa del fango che per fortuna non è ancora arrivato al primo picchetto di segnalazione posto a 120 metri dall’infrastruttura.

Sempre i tecnici della Provincia hanno anche calcolato il bacino drenante che convoglia le acque al ponte e che misura 8 chilometri e mezzo mentre la lunghezza della frana adesso sfiora i due chilometri. Intanto è stata decisa la data del Tavolo di coordinamento su frane e dissesto che si insedierà domani mercoledì 8 maggio alle 9,30 in Provincia alla presenza dell’assessore regionale alla Difesa del suolo Paola Gazzolo e del Direttore dell’Agenzia regionale di Protezione Civile Maurizio Mainetti. Sarà quella la sede in cui verranno definite le priorità per la sicurezza del territorio. L’obiettivo è agire insieme approntando un lavoro di squadra utile per rendere più efficace il controllo, gli interventi e avere più forza nella richiesta di finanziamenti.

La convocazione partita dal presidente Vincenzo Bernazzoli, che coordinerà i lavori, riguarda i Comuni dove si sono verificati i maggiori danni da maltempo ovvero Tizzano, Corniglio, Neviano, Colorno, Sorbolo, Mezzani, Torrile, Parma, oltre ai presidenti della Comunità montana delle Valli del Taro e Ceno e dell’Unione Comuni Parma est. Presenti anche i soggetti che hanno lavorato in queste settimane sull’emergenza: Servizio Tecnico di Bacino, Consorzio di Bonifica, Aipo.

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