Fontana al Regio, Pellacini: "Non presentò in tempo la candidatura"

Polemiche dopo la nomina del nuovo amministratore esecutivo, il consigliere comunale attacca: "Perché il sindaco, tanto votato alla trasparenza, non ha ancora reso pubblico il nuovo statuto della Fondazione Regio? E il segretario della Toscanini?"

"Apprendiamo, come sempre dalla stampa, della nomina da parte del sindaco di Carlo Fontana in qualità di amministratore esecutivo del Teatro Regio. Il comportamento poco chiaro del primo cittadino ci preoccupa e fa sorgere più di un sospetto in merito a questa operazione. In attesa pertanto di farlo nelle sedi opportune e attraverso i giusti canali istituzionali, affidiamo anche noi alla stampa le nostre domande e perplessità" afferma Giuseppe Pellacini, capogruppo dell'Udc in Consiglio Comunale.

"Perché il sindaco, tanto votato alla trasparenza, non ha ancora reso pubblico il nuovo statuto della Fondazione Teatro Regio che, ci pare d'intuire, ha soppresso la figura del sovrintendente e introdotto quella dell'amministratore esecutivo? Forse perché per la scelta del ruolo di sovrintendente lo statuto precedente richiedeva una selezione pubblica, peraltro già avviata dal commissario Ciclosi? Forse anche perché il nuovo designato non presentò a tempo debito la sua candidatura? Da cosa deriva tanta fretta nel nominare il nuovo responsabile del Regio, per poi vietargli di rilasciare dichiarazioni fino al 10 ottobre, data in cui è prevista la presentazione ufficiale?"

"Che durata ha il contratto? Corrisponde al vero l'indiscrezione che sarà nominato anche un direttore artistico o ruolo analogo con chissà quale denominazione inventata ad hoc? Che ruolo ricopre e ricoprirà al Teatro Regio il segretario generale della Fondazione Toscanini? Alla faccia della trasparenza a 5 stelle! Insomma, il modo di fare del sindaco e del suo assessore alla Cultura non ci convince, se non altro perché le tanto sbandierate trasparenza e condivisione sono rimaste solo nelle dichiarazioni e sui giornali in campagna elettorale. Ricordiamo infatti che Pizzarotti, durante un dibattito sulla cultura nell'aprile scorso, propose che l'assessore alla Cultura venisse votato dai parmigiani con un click: promessa puntualmente disattesa, anche perché i nostri concittadini non avrebbero certamente scelto una candidata che non fosse di Parma" conclude Pellacini.

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