Cft, oggi nuovo incontro. Stasi: "Lavoriamo alla ricollocazione"

Dopo i due incontri del 5 e 6 settembre terminati senza trovare un accordo tra azienda e sindacato, previsto per oggi un nuovo appuntamento. La richiesta della Fiom è di ottenere tutela per i lavoratori

I lavoratori Cft davanti all'azienda

Una battaglia per il lavoro lungi dall'essersi conclusa per i lavoratori della Cft, da tempo ormai impegnati a difendere il posto di lavoro sostenuti dalla Fiom. Una situazione difficile, che ha visto negli ultimi anni una serie di ridimensionamenti con l'annuncio del 13 giugno scorso di 64 esuberi e della previsione di chiusura di alcuni reparti dell'azienda. L'ipotesi è di una esternalizzazione ma probabilmente non all'estero bensì restando sul territorio e affidandosi ad altre professionalità. Dopo la firma del mancato accordo il 5 agosto scorso nella sede dell'Unione Parmense Industriali, la vertenza è approdata, come previsto per legge, in Provincia, con due incontri il 5 e il 6 settembre scorsi.

CFT: TRANSENNE E BODYGUARD ALL'INGRESSO

Un tavolo che sinora non ha portato al raggiungimento di una quadra, come sottolineato dalla Fiom Cgil Parma che continua a chiedere ai vertici di avere garanzie concrete di tutela dei lavoratori, sia per chi andrà via dall'azienda ma anche per chi ci rimarrà. Al momento pare non ci sia intenzione da parte dell'azienda di pensare a contratti di solidarietà o alla cassa integrazione straordinaria e nell'eventualità di un mancato raggiungimento dell'accordo, i lavoratori sono pronti a progettare le prossime mosse. Dopo una mobilitazione decisa a poche ore dall'incontro in Provincia, i lavoratori attendono l'esito dei prossimi incontri fissati in Provincia per oggi 10 settembre e per il 12.

CFT: LA CRONACA DI UNA LOTTA 

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"E' una situazione anomala – sottolinea Antonella Stasi, Fiom –. Il clima in azienda è particolarmente acceso, non è facile riuscire a trovare un accordo in queste condizioni. Stiamo lavorando per la ricollocazione dei lavoratori, il problema è che chi sarà interessato dalla procedura di mobilità poi potrà avere non poche difficoltà una volta fuori. Si tratta in molti casi di persone che hanno superato i 50 anni e non sarà facile per loro poter trovare occupazione. Non si tratta di lottare solo per la tutela economica dei lavoratori, ma anche per tutto il resto, per capire quali saranno le sorti per chi resta e per chi se ne va".

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