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Il CSS sugli appalti verdi: "Ora capiamo perchè non ci affidavano i lavori"

Il Consorzio Solidarietà Sociale lo scorso 20 maggio aveva inviato una lettera aperta al sindaco Vignali perchè l'esclusione delle clausole sociali dai bandi di manutenzione escludeva le coop dalle gare

Che qualcosa non andasse per il verso giusto, il Consorzio di Solidarietà Sociale lo aveva intuito già dallo scorso 20 maggio. Ovviamente nessuno poteva pensare ad un'inchiesta per tangenti e corruzione negli appalti del verde pubblico, ma da qualche tempo il Consorzio lamentava il fatto che il non inserimento nei bandi per la manutenzione della clausole sociali, avrebbe tagliato fuori a priori le cooperative aderenti. E il 20 maggio scorso scrive una lettera aperta al sindaco Vignali in cui si evidenzia come il loro rapporto sia stato proficuo per ben venti anni e che ora rischiano il posto di lavoro decine e decine di lavoratori.

La posizione del Consorzio Solidarietà Sociale
"Gli ultimi esiti dell'inchiesta sugli appalti del verde nel nostro comune ci chiariscono molti dubbi sui lavori svolti nel global service per il Comune di Parma. Non capivamo per quale motivo, dopo un primo periodo di relazioni corrette, negli ultimi tempi alcuni lavori non ci fossero mai affidati. Le motivazioni tecniche per assegnarli ai privati non ci hanno mai convinto. Il fatto che noi fossimo considerati "le cooperative degli sfigati” è sempre stato un insulto che abbiamo rigettato al mittente, alla luce dei vent'anni di esperienza nei servizi ambientali, che con orgoglio abbiamo svolto con centinaia di persone in difficoltà che sono riuscite a superare l'assistenza o l'emarginazione attraverso il lavoro.

Eppure negli appalti successivi del Comune di Parma gli unici a rimetterci siamo stati noi, in quanto non ci sono state riconosciute le clausole sociali come in passato. Addirittura, anche nell'ultimo anno, altre ditte private hanno avuto affidamenti diretti per lavori svolti dalle nostre cooperative sociali con competenza e qualità.

Naturalmente ci auguriamo che le indagini proseguano per dare certezza di onestà, legalità e trasparenza a tutte le imprese che lavorano nel nostro comune, ai lavoratori e ai cittadini che devono sapere dove finiscono i soldi pubblici.
Indignati ricordiamo che essere poveri o con dei problemi non è un reato. Essere disonesti sì.
Ci auguriamo e faremo di tutto perché si possa ricreare nella nostra città un clima di legalità, trasparenza e giustizia che nel passato ha consentito alle nostre cooperative di nascere e crescere e ha caratterizzato la nostra città per la sua coesione sociale e il rispetto dei diritti di tutti i cittadini, compresi i più deboli".
 

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