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Croce Rossa, niente soldi e pochi dipendenti: senza volontari si va ko

La difficile situazione nella quale lavorano ogni giorno gli addetti al soccorso. In una città con 180mila abitanti c'è una sola automedica. E poi ci si mette anche la scarsa sensibilità di qualche cittadino

Che si basasse grazie all'impegno di tanti volontari era noto. Ma che le scelte e le finanze determinassero un numero esiguo di dipendenti e un quasi totale affidamento alla presenza di volontari è significativo. La situazione nella quale si trovano la Croce Rossa e l'Assistenza Pubblica a Parma merita quanto meno una riflessione, per i numerosi problemi ai quali va incontro chi offre un aiuto determinante. Sono oltre duecento i volontari attivi, le persone che per attitudine e passione hanno messo a disposizione il proprio aiuto per essere formate con un corso specifico e, dopo aver superato esami, rese attive sul campo. Il problema, legato anche all'aspetto finanziario, determina un numero di dipendenti ridotto a meno di una decina di unità, a fronte di numerose emergenze continue.

Le auto mediche disponibili quotidianamente tra Croce Rossa e Assistenza Pubblica? Una.
Questi solo alcuni particolari che emergono proprio da chi partecipa attivamente come volontario. "Ce ne sarebbero di cose da dire!" afferma Davide. "Ci sono casi particolari in cui se serve l'intervento di un medico già occupato da un'altra parte, il secondo che ha bisogno aspetta. Non possiamo fare molto purtroppo. La situazione è critica, perchè in una città da 180 mila abitanti, di emergenze ce ne sono spesso ed è assurdo che ci sia a disposizione una sola automedica".

Dalle parole del volontario emerge un dato sconcertante. La difficoltà, anche riuscendo a intervenire sul posto in tempi utili, di arrivare celermente al Pronto Soccorso a causa della gente per strada che non ha l'accortezza di spostarsi. "Se non abbiamo la sirena accesa allora pensano che non sia un'emergenza e che magari stiamo andando a prenderci un caffè, allora non ci fanno passare. Non capiscono che se ho a bordo un cardiopatico non mi posso certo mettere ad accendere la sirena, si agiterebbe ancora di più. Oppure se sono le due del mattino cerco di non accendere la sirena per non svegliare tutti, ma a volte, come in questi casi, non resta molta scelta se non ci fanno passare. La gente queste cose non le capisce.

Per non parlare di quando dobbiamo passare davanti a qualche locale con tutta la gente fuori a bere, ci mettiamo una vita a passare. Non capiscono che potrebbe succedere a chiunque di avere bisogno". I casi dove si necessita di interventi rapidi purtroppo sono frequenti. "Se c'è un incidente e c'è bisogno di fare una tracheotomia lo può fare solo il medico, ma se ci mette venti mimuti ad arrivare, il paziente muore".
Altro problema le difficoltà negli spostamenti legate ai sensi unici. Uscire dalla sede di via Riva diventa particolarmente difficoltoso da quando è stato pedonalizzato piazzale Picelli, i sensi unici intorno alla sede obbligano a fare un giro lungo perdendo spesso tempo prezioso. "Ci sono notti in cui non succede nulla, altre in cui è necessario chiedere l'aiuto a sedi vicine, come Collecchio. Se succede un incidente in via Spezia, se la nostra automedica è impegnata dall'altra parte della città fanno quasi prima loro".

Senza i volontari, a Parma non esisterebbe alcuna forma di soccorso su posto, per questo,  per chi volesse rendersi utile c'è sempre posto, come affermato dai volontari. Anche solo per rispondere al telefono.
 

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