Curdi - Newroz, sabato corteo a Parma - Domenica pullman per Milano

La Comunità Curda di Parma promuove, in occasione della ricorrenza del Capodanno curdo, il Newroz, un corteo che si snoderà tra le vie del centro cittadino e si svolgerà sabato 19 marzo a partire dalle ore 17

La Comunità Curda di Parma promuove, in occasione della ricorrenza del Capodanno curdo, il Newroz, un corteo che si snoderà tra le vie del centro cittadino e si svolgerà sabato 19 marzo a partire dalle ore 17 in piazzale della Pace, di fronte al Monumento al Partigiano. Domenica 20 marzo invece i curdi di Parma saranno a Milano per il corteo cittadino ed organizzano un pullman che parte da Parma. Gli organizzatori fanno sapere che l'appuntamento per la partenza del pullman in piazzale Confalonieri Parma ore 10:00, costo 12 euro a testa Parma Milano - MIlano Parma. Per informazioni

NEWROZ, LA NOTA DEGLI ORGANIZZATORI - Il 21 marzo ricorre la festività del Newroz, il capodanno kurdo che rappresenta la loro festa più importante e più carica di significati. La leggenda narra infatti del tiranno persiano Dahok che aveva due tumori sulle spalle che gli procuravano dolori indicibili, in quanto ne uscivano fuori due serpenti che si nutrivano del suo cervello. I medici non sapevano come guarirlo, ma Satana gli consigliò di mettere sulle ferite due cervelli di adolescenti, una femmina e un maschio, ogni giorno. Già molti adolescenti avevano perso la vita quando Kawa, fabbro della città e addetto a questo ingrato compito, decise di risparmiare almeno uno dei due adolescenti sostituendo il suo cervello con quello di una pecora. Gli scampati, così, si rifugiavano sulle montagne, dove nel tempo si moltiplicarono. Quando lo stesso Kawa aveva già perso così brutalmente tutti i suoi figli, si ribellò: fece del suo grembiule uno stendardo, raccolse tutti gli abitanti della montagna che così attaccarono il palazzo del tiranno, uccidendolo. La buona notizia, comunicata con fuochi di valle in valle e di monte in monte, scatenava entusiastiche ed interminabili feste attorno al fuoco, da quel momento, simbolo di vita e di libertà. Tutto questo succedeva il 21 marzo del 612 a.C. (che storicamente corrispondente alla presa di Ninive, capitale dell'Assiria), per cui i Kurdi considerano Kawa il loro padre e i giovani della montagna i loro antenati. Ogni anno quell'evento viene ricordato dai curdi e da altri popoli mediorientali con la festa del Newroz (nuovo anno, nuovo inizio) che oltre a festeggiare l'inizio dell'anno secondo il calendario curdo (zoroastriano) racchiude in sè il significato di festa di liberazione e per la libertà.

I Kurdi rappresentano il popolo più numeroso del pianeta senza una terra. La maggior parte di essi vive nella Turchia orientale. Dal 1920 chiedono il diritto ad esistere , ad avere rispettata la loro lingua, la loro storia, la loro cultura. Non l’hanno ancora ottenuto. Hanno cercato il dialogo, hanno usato le armi per difendersi, hanno proposto una soluzione negoziata; ma la Turchia non li ha mai ascoltati. Ha sempre usato , nei loro confronti, violenza e spietatezza nel silenzio complice del mondo. Anche ora si sta compiendo, nei confronti di questo popolo fiero e coraggioso l'ennesimo genocidio perpetrato dal governo turco e dal suo presidente Erdogan . Città come Cizre, Nusaybin, Silvan, Idil, Dijarbakir hanno vissuto o stanno ancora vivendo sotto assedio a causa del coprifuoco : nessuno può uscire di casa, gli ospedali sono irraggiungibili, le scuole chiuse, non si può nemmeno andare a compare il pane, a causa dei cecchini che sparano, uccidendo indiscriminatamente bambini, donne , anziani e facendo scempi dei loro corpi. Un recente rapporto della Fondazione turca per i Diritti Umani (TIHV) ha accertato più di 260 vittime civili , fra cui 50 bambini, da agosto 2015 a febbraio 2016 , la città più colpita è stat a Cizre Queste azioni militari si configuarano come crimini di guerra e contro l'umanità. Un altro obiettivo da eliminare è la democrazia nata nel Rojava , ispirata al concetto di autonomia democratica del Presidente Abdullah Ocalan , ingiustamente detenuto nell'isola di Imrali. In Rojava si sta mettendo in pratica, nonostante la Turchia e il suo alleato Daesh , la democrazia dal basso, il rispetto per la madre terra, l'ugualianza di genere, il rispetto della pluaralità di religioni, etnie, lingue, l'autodifesa popolare: unico esempio di rispetto dei Diritti Umani in Medioriente". 

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