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Lunedì, 15 Aprile 2024
Cronaca

Evasione e criminalità: Fiamme gialle, un anno e mezzo di bilancio. Quasi 400 denunce e 9 arresti

Le Fiamme Gialle di Parma hanno celebrato oggi il 248° Anniversario della Fondazione della Guardia di Finanza

Le Fiamme Gialle di Parma hanno celebrato oggi il 248° Anniversario della Fondazione della Guardia di Finanza. Il Comandante Provinciale, Fernando Capezzuto, accompagnato dal Presidente della Sezione di Parma dell’Associazione Finanzieri d’Italia, ha deposto una corona di alloro al monumento dei caduti del Corpo collocato all’interno del cimitero della “Villetta”, a ricordo di chi, in passato, si è sacrificato nell’esercizio del proprio dovere.

Successivamente, ha avuto luogo, presso la caserma “Generale Sante Laria” di via Torelli, la cerimonia militare alla quale hanno partecipato, alla presenza del Prefetto di Parma, Antonio Lucio Garufi e delle massime autorità provinciali, gli ufficiali, una rappresentanza di militari del Comando Provinciale di Parma e dei Reparti dipendenti nonché dell’Associazione Finanzieri d’Italia.

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Era presente, inoltre, una rappresentanza di militari del Comando Provinciale che indossavano alcune divise storiche del Corpo. In particolare, erano schierate la divisa del Cacciatore della Legione Truppe Leggere del 1774, della Reale Guardia di Finanza del Ducato di Parma del 1850, del Ducato di Modena del 1859, della Regia Guardia di Finanza del Regno d’Italia del 1907, del Finanziere Mobilitato nella prima guerra mondiale del 1915/18.

IL BILANCIO

La Guardia di Finanza di Parma, lo scorso anno e nei primi cinque mesi del 2022, ha continuato a incentrare la propria azione sul contrasto ai fenomeni illeciti più gravi e complessi, in grado di mettere a rischio contemporaneamente più interessi, economici e finanziari, nonché di sottrarre ingentissime risorse all’intera collettività. Si tratta di un’azione coordinata e sviluppata in coerenza con gli obiettivi strategici del Corpo a tutela delle entrate dello stato, dell’U.E. e degli Enti locali, orientata alla lotta contro gli sprechi nel settore della spesa pubblica e concentrata nel contrasto alla criminalità organizzata ed economico-finanziaria.

LOTTA ALL'EVASIONE

Evasione fiscale internazionale, frodi carosello, indebite compensazioni, intermediazione illecita di manodopera sono alcuni dei fenomeni più gravi, pericolosi e diffusi sul territorio parmense su cui si sta concentrando l’attenzione della Guardia di Finanza al fine di contrastare gli effetti distorsivi della concorrenza provocati dalla grande evasione e dalle frodi fiscali, particolarmente dannosi soprattutto nei periodi di crisi. Nel periodo in esame sono state sviluppate e portate a termine importanti ed articolate operazioni di polizia economico-finanziaria, che hanno consentito di aggredire, in termini sostanziali, fenomeni criminali, di intermediazione illecita di manodopera e di frode fiscale, significativamente presenti sul territorio provinciale. Sono 21 gli evasori totali scoperti, con base imponibile pari a circa 74,5 milioni di euro. Le persone denunciate per reati tributari sono state 257, di cui 9 in stato di arresto. Trattasi di reati quali emissione di fatture per operazioni inesistenti e dichiarazione fraudolenta, occultamento di documentazione contabile ed indebita compensazione, frodi in materia di accise, a testimonianza dell’impegno del Corpo nei confronti dei fenomeni di frode ed evasione più complessi ed articolati. Sequestrate disponibilità patrimoniali e finanziarie per il recupero delle imposte evase nei riguardi dei responsabili di frodi fiscali per oltre 48 milioni di euro ed avanzate proposte di sequestro per 74 milioni di euro tutt’ora al vaglio dell’Autorità Giudiziaria. Sono stati inoltre sequestrati 15,7 milioni i crediti fiscali fittizi . In materia di frodi all’IVA, sono stati condotti 193 interventi. Constatata una maggiore imposta IVA per 27 milioni di euro. 

Dal 1° gennaio 2021 al 31 maggio 2022 le Fiamme Gialle di Parma hanno dedicato particolare attenzione agli illeciti in materia di spesa pubblica e a tutte le condotte che, mettendo a rischio la legalità e la trasparenza che devono connotare l’azione della Pubblica amministrazione, pregiudicano la corretta allocazione delle risorse, favorendo sprechi, truffe, malversazioni e indebite percezioni. 

Si tratta di un settore strategico per il Paese, in quanto il corretto impiego dei fondi pubblici sostiene il tessuto economico nazionale, consente di affrontare le condizioni di disagio in cui possono trovarsi i cittadini e le famiglie, contribuisce a contenere l’esborso complessivo dello Stato e si traduce, in ultima analisi, in un miglioramento complessivo della qualità della spesa, permettendo che essa possa conseguire gli obiettivi cui tende: benessere, crescita e sviluppo. Sono 303 gli interventi complessivamente svolti, anche in collaborazione con la Magistratura ordinaria e la Corte dei conti, a tutela dei principali flussi di spesa, dagli appalti agli incentivi alle imprese, dalla spesa sanitaria alle erogazioni a carico del sistema previdenziale, dai fondi europei alla responsabilità per danno erariale. Sono stati sottoposti a controllo contributi e finanziamenti per un totale di 171 milioni di euro. Scoperte illecite percezioni di contributi e finanziamenti nel settore degli “incentivi alle imprese e altre uscite nazionali e locali” per 3,5 milioni euro. Nell’ambito del piano operativo “anticorruzione”, sono state denunciate 19 persone per condotte di peculato e/o corruttive per oltre 423mila euro.

Con riferimento alle indebite percezioni del “reddito di cittadinanza”, a seguito di specifica analisi di rischio condotta anche mediante l’uso delle banche dati a disposizione del Corpo, sono stati individuati specifici target da sottoporre a controllo e conseguentemente sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria 51 soggetti a fronte di contributi indebitamente percepiti per 344.000 euro.

CONTRASTO ALLA CRIMINALITA'

La Guardia di Finanza di Parma ha intensificato gli sforzi al contrasto di ogni forma di infiltrazione della criminalità nell’economia legale. In quest’ottica, si è proseguito nell’opera di rafforzamento dello sviluppo degli accertamenti patrimoniali in applicazione della normativa antimafia, anche nei confronti di soggetti connotati da “pericolosità economico-finanziarie”, ed il monitoraggio delle diverse manifestazioni della criminalità nel territorio di riferimento, includendo "l'area grigia”, rappresentata da soggetti che, pur non organici alle consorterie, si propongono quali facilitatori della penetrazione criminale nel tessuto socio/economico. In tale macro-area sono compresi gli accertamenti patrimoniali antimafia, gli approfondimenti delle segnalazioni di operazioni sospette, i controlli e le ispezioni antiriciclaggio, i controlli sulla circolazione transfrontaliera di valuta nonché le investigazioni riguardanti i reati societari, fallimentari e finanziari. 

Sono stati svolti 34 accertamenti economico-patrimoniali volti ad individuare ed aggredire ogni forma di ricchezza illecita, anche con riferimento a contesti delinquenziali non espressamente riconducibili a delitti tipici di criminalità. In merito, sono stati eseguiti sequestri per oltre 14,5 milioni di euro. Nel settore dei reati fallimentari, sono state denunciate alla Procura della Repubblica 112 persone a fronte di distrazioni per oltre 38 milioni di euro. In materia di repressione del riciclaggio e autoriciclaggio dei capitali illeciti sono stati eseguiti 7 interventi da cui è scaturita la denuncia all’Autorità Giudiziaria di 24 persone; il valore del riciclaggio ipotizzato si è attestato intorno a 4,3 milioni di euro. Nel periodo in riferimento, inoltre, sono state approfondite 738 segnalazioni di operazioni finanziarie sospette.

Si tratta di soggetti domiciliati nella Provincia di Parma segnalati dagli intermediari finanziari, dai professionisti giuridico-contabili e da altri operatori, per aver effettuato movimentazioni di denaro o valori di dubbia provenienza con la finalità di reinvestire gli stessi nel circuito economico legale. È, questo, uno dei fenomeni più odiosi in quanto la disponibilità di denaro di provenienza illecita crea un indubbio vantaggio sul mercato a dispetto dell’imprenditore onesto.

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