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Finocchiaro a Parma, Libera: "Mafia, non non vediamo l'intesa tra imprese ed istituzioni"

L'associazione antimafia dopo l'incontro della Ministra per i rapporti con il Parlamento all'Unione degli Industriali

"La ministra per i Rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro -si legge in una nota di Libera Parma- intervenuta lunedì alla sede dell'Unione Parmense degli Industriali ha affermato che leggi e sanzioni non sono sufficienti ad assicurare sicurezza e legalità: servirebbe invece una presa di coscienza collettiva che coinvolga tutti i cittadini per favorire la legalità con i propri comportamenti. Nel corso dell'appuntamento avente come tema 'Legalità e security, difendere le nostre aziende' la Finocchiaro ha anche sottolineato come il peggior nemico delle imprese sia la corruzione e che per combatterla sia necessario un "massiccio investimento nei prossimi anni sulla Pubblica amministrazione". Ottimo. Entrambe le dichiarazioni di intenti ci appaiono ovviamente condivisibili, ma sono molte le domande che smuovono in noi quelle parole. Come fare? Come fare a Parma? Cosa non si è fatto finora e perché? Apprendiamo dagli organi di stampa che il padrone di casa, il presidente dell'Upi Alberto Figna, ha messo in evidenza quanto le aziende in regola soffrano la concorrenza sleale di chi ha comportamenti illeciti assicurando: "quello che noi imprenditori continueremo a fare è impegnarsi sempre di più nel massimo rispetto della legalità";. Un intervento che ben si affianca alla lode tessuta dal prefetto Giuseppe Forlani riguardo "la buona intesa che a Parma esiste fra imprese e Prefettura nella lotta contro l'illegalità" Infine, in un crescendo di elogi sperticati, la ministra si è congratulata con l'imprenditoria locale che si sarebbe contraddistinta per “un'aspirazione vera e non di facciata alla legalità e al rispetto delle normative". Soffriremo probabilmente di miopia, ma noi l'impegno, l'intesa tra imprese e istituzioni, per non parlare dell'aspirazione vera e non di facciata alla legalità, in questa città non l'abbiamo ancora vista. Manca un intervento culturale costante e continuativo sulle scuole e all'università, manca quasi del tutto l'investimento della politica sul tema della lotta alle mafie e alle illegalità diffuse nel territorio, mancano le prese di posizioni nette e comportamenti coerenti, mancano gli strumenti di contrasto. Per quanto riguarda invece la ministra, che ha rivendicato quanto realizzato durante questa legislatura, al di là di alcuni timidissimi passi in avanti, quanto bisognerà ancora attendere per l'approvazione definitiva della riforma del codice delle leggi antimafia, per modificare la materia delle confische dei patrimoni illeciti e procedere con una loro reale valorizzazione? L'antimafia non si fa con i disfattismi, ma neppure con l'incenso, le pacche sulla schiena e i convenevoli. Se alle dichiarazioni non seguono provvedimenti e condotte all'altezza, raccontiamo una Parma che non esiste. Una città che innalza mura di cartapesta sperando che il nemico non se ne accorga o facendo finta che esso non sia già entrato dalle porte".

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