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Banchetto dei 5 Stelle in via Mazzini

Banchetto dei 5 Stelle in via Mazzini

Referendum indennità, i 5 Stelle a Simone Rossi: "E' illegittimo"

Dopo la polemica dell'ex candidato alle Primarie Simone Rossi sulla raccolta di firme in corso per la consultazione i grillini specificano: "Questo referendum non si farà, è fuori tempo per legge"

Referendum sulle indennità parlamentari. Dopo le polemiche dell'ex candidato alle Primarie del centro sinistra Simone Rossi, che aveva accusato Pizzarotti di tacere sulla raccolta firme, possibile fino al 26 luglio in Comune, arriva la risposta dei grillini. "Ci siamo sempre battuti per cancellare i privilegi ma questo referendum è illegittimo",

Apprendiamo dai mezzi stampa che Simone Rossi non capisce il motivo del nostro silenzio riguardo alla raccolta firme per il referendum che dovrebbe abrogare la legge sulla diaria per il soggiorno dei parlamentari a Roma. Cogliamo questa occasione per fare un po' di chiarezza sull'argomento.
Il Movimento 5 Stelle si è sempre battuto per la cancellazione dei privilegi e per la riduzione dei costi della politica. Prova ne è che siamo stati gli unici nella storia d'Italia ad aver rinunciato al rimborso elettorale.

Questo per noi è un principio fondamentale, mentre c'è stata molta poca trasparenza in questo senso da parte dell'associazione che ha promosso tale referendum. Come avrebbe utilizzato i 52 centesimi per ogni firma che avrebbe ricevuto nel caso di raggiungimento del quorum? Nessuna risposta è pervenuta da Unione Popolare, associazione che ricordiamo essere composta da ex DC e UDC.

Questo problema diventa però secondario visto che questa raccolta firme è illegittima. La legge n. 352 del 1970 infatti parla chiaro. Cito l'art. 31: "Non può essere depositata richiesta di referendum nell’anno anteriore alla scadenza di una delle due Camere e nei sei mesi successivi alla data di convocazione dei comizi elettorali per l’elezione di una delle Camere medesime" che unitamente all'articolo 28: "il deposito presso la cancelleria della Corte di cassazione di tutti i fogli contenenti le firme e dei certificati elettorali dei sottoscrittori deve essere effettuato entro tre mesi dalla data del timbro apposto sui fogli", ci fa capire chiaramente come questo referendum non si farà. Tra un anno il Movimento 5 Stelle potrebbe sedere tra i banchi del Parlamento e in quel caso andremo certamente a proporre l'eliminazione dei privilegi. A quel punto vedremo se i partiti avranno il coraggio di tirare l'ennesimo schiaffo al popolo italiano.

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