Università, al professor Roberto De Renzi il prestigioso Premio Yamazaki

Al Direttore del Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra il riconoscimento assegnato dall'ISMS, l'International Society for Muon Spectroscopy

Il professor Roberto de Renzi

Il prof. Roberto De Renzi, Direttore del Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra dell’Università di Parma, è il vincitore del prestigioso Premio Yamazaki 2014 per la spettroscopia muonica, assegnato dall’International Society for Muon Spectroscopy.

Roberto De Renzi è professore di Fisica all’Università di Parma, e il riconoscimento gli è stato conferito – si legge nell’annuncio ufficiale del Presidente della ISMS, Stephen Blundell – “per il suo contributo eccezionale e continuo allo sviluppo della tecnica di risonanza di spin muonico (MuSR) per studi di fisica dello stato solido”. “Roberto – prosegue il testo del Presidente ISMS - ha iniziato la sua carriera nell'ambito della MuSR al CERN e ha utilizzato per lungo tempo le grandi apparecchiature di ISIS e PSI, oltre ad aver condotto molti esperimenti pionieristici di risonanza magnetica nucleare (NMR) nel suo laboratorio di Parma. Il suo lavoro ha costruito efficaci ponti tra l'NMR e la tecnica muonica, ed egli è ben noto in particolare per i suoi studi su magnetismo e superconduttività”.

Il premio, di 3000 dollari, è assegnato dalla International Society for Muon Spectroscopy (ISMS) ogni tre anni a scienziati che abbiano contribuito in modo continuativo e degno di nota alla spettroscopia muonica, con un impatto profondo sulle applicazioni scientifiche e/o tecniche della MuSR. I precedenti vincitori del premio Yamazaki sono Yasutomo J. Uemura (2005), Elvezio Morenzoni (2008) e Jesse H. Brewer (2011). Il premio di quest’anno sarà consegnato durante la Conferenza Internazionale di Muon-Spin Rotation, Relaxation and Resonance che si terrà a Grindelwald, in Svizzera, dall’1 al 6 giugno.

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La MuSR è una tecnica che utilizza fasci di particelle cariche instabili, i muoni, per indagare le proprietà della materia su scala atomica. Deriva dalla scoperta della violazione della parità nelle interazioni deboli, che fruttò il premio Nobel a Tsung-Dao Lee (allievo di Enrico Fermi) e Chen Ning Yang nel 1957. Richiede grandi macchine acceleratrici in grado di produrre i fasci di particelle, e si può realizzare oggi solo in quattro laboratori nel mondo: ISIS, nei pressi di Oxford, Paul Scherrer Institut, vicino a Zurigo, TRIUMF, a Vancouver, e infine J-PARC, a Tokai, in Giappone.

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