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Ugozzolo, la Gcr chiama i cittadini: "Solo bandiere 'No Ince' al cantiere"

Domani alle 9,30 si terrà un presidio dinanzi ai cancelli del Pai, dov'è in costruzione l'inceneritore sotto verifica per abuso edilizio. Gcr: "Questa lotta è di tutti: non è di destra nè di sinistra"

Domani, sabato 2 luglio, si terrà il presidio organizzato dall'associazione Gestione Corretta Rifiuti dinanzi ai cancelli del Pai di Ugozzolo, dove è in costruzione l'inceneritore che, nei giorni scorsi, è stato bloccato in attesa di una documentazione da parte di Iren che escluda l'abuso edilizio riscontrato. La multiutility ha meno di 48 ore, quindi ormai i sigilli sembrano cosa fatta.
Intanto i 'no termo' invitano i cittadini a recarsi numerosi ad Ugozzolo e a non portare bandiere, se non quelle 'No Inceneritore - Sì rifiuti zero' che ha da sempre accompagnato il moto di protesta contro la costruzione del termovalorizzatore. E in una nota diramata da Gcr si legge: "Sarà ancora un no bandiere day, quello di domani. Perché la lotta contro l'inceneritore è di tutti e di nessuno in particolare.

Non è di destra né di sinistra, non è di centro. E' di tutti noi, innamorati della salute, innamorati di Parma. Domani al cantiere sventoleranno le bandiere "No Ince", quelle sfacciate e corsare, che hanno lasciato il loro segno tangibile sui balconi di Parma e che da oggi garriscono ancora di più viste le luci spente al cantiere di Ugozzolo.

Domani il sito oltre l'autostrada, costretto tra Barilla, Ikea, Chiesi, Parma Retail (a proposito un centro commerciale all'aperto a fianco dell'inceneritore è davvero un bijoux) vivrà il primo momento positivo dalla sua apertura, perché saranno i cittadini ad occuparlo per dare una pulita al contorto progetto che stava nascendo. Saranno loro a sigillare il cantiere del forno.

Alle 9,30 è fissato l'appuntamento con i cittadini per ribadire la contrarietà a questo progetto nefasto. La mattina del 2 luglio la città si sposta a Ugozzolo, per festeggiare una prima importante vittoria e mettere i paletti al prosieguo della storia. Se abuso edilizio c'è stato, la pratica dovrà seguire il suo corso senza fughe in avanti. Se abuso edilizio è stato c'è in vista l'abbattimento dei manufatti o la sanatoria per il doppio del costruito. Duecento milioni di euro? Più del costo dell'impianto? Cosa ne pensa la Borsa di questi numeri?

Noi andiamo avanti. Domani calpesteremo quei terreni per lasciare la nostra impronta.
Un po' di polvere benigna, dopo tante nuvole nere".

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