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Prevenzione del tumore del colon retto: l'Università di Parma in un importante progetto europeo di diagnosi precoce

Il progetto chiamato ULTRAPLACAD ha ottenuto un finanziamento di circa 6 milioni di euro. Parteciperà il Dipartimento di Chimica con il gruppo guidato dal prof. Corradini.

L’Università di Parma annuncia in un comunicato stampa che con il gruppo del prof. Roberto Corradini del Dipartimento di Chimica composto da Alex Manicardi, Massimiliano Donato Verona, e due giovani ricercatori in fase di assunzioneparteciperà a un importante progetto europeo per la diagnosi precoce del tumore del colon retto. Il progetto si chiama ULTRAPLACAD (ULTRAsensitive PLAsmonic devices for early CAncer Diagnosis), ed è presentato dal Consorzio Interuniversitario “Istituto Nazionale Biostrutture e Biosistemi” (INBB) nell’ambito di Horizon 2020 e coordinato dal prof. Giuseppe Spoto dell’Università di Catania. Dopo un periodo preparatorio di studio, in questi giorni sono cominciate le attività sperimentali presso i laboratori di Parma.

Obiettivo di ULTRAPLACAD - spiegano dall'Università - è mettere a punto un nuovo metodo di analisi in grado di verificare la presenza di alcune molecole (DNA, microRNA e anticorpi) associate al tumore del colon retto direttamente dal sangue di pazienti (biopsia liquida). L’identificazione di tali molecole consentirà di effettuare diagnosi precoci del tumore e di fare valutazioni sull’efficacia degli interventi chirurgici. Questo sarà possibile anche grazie ad alcune speciali molecole che verranno prodotte nei laboratori del Dipartimento di Chimica dell’Università di Parma, in particolare acidi peptidonucleici (PNA), molto selettive ed efficaci nelle tecniche diagnostiche. Con i metodi che verranno messi a punto da ULTRAPLACAD sarà possibile effettuare le diagnosi semplicemente usando pochi millilitri di sangue prelevato dal paziente ed eliminare in molti casi l’invasiva e dolorosa indagine della colonscopia.  La ricerca si basa sugli studi preliminari compiuti negli scorsi anni dai gruppi proponenti, che hanno mostrato la fattibilità di tecniche ultrasensibili per la rivelazione di marker genetici, sfruttando le possibilità offerte dalle nanotecnologie e dalle tecniche microfluidiche, accanto ad un uso mirato della biofotonica e in particolare della plasmonica.

L’Università di Parma partecipa come unità affiliata a INBB, lavorando in team con altri 12 partner: Austrian Institute of Technology (Austria), Institute for Photonics and Electronics (Repubblica Ceca), Istituto Nazionale dei Tumori (Roma, Italia), VTT Technical Research Centre (Finlandia), Horiba Jobin Yvon SAS (Francia), Scriba Nanotecnologie (Italia), Ginolis Oy (Finlandia), Future Diagnostic Solutions (Olanda), Amires (Repubblica Ceca), Università di Ferrara, Università di Siegen (Germania), Università di Twente (Olanda).

Fra le numerose proposte sottoposte al sottoprogramma “Sviluppo nuovi strumenti diagnostici e tecnologie” di Horizon-2020, ULTRAPLACAD ha ottenuto la valutazione massima di 15 su 15 aggiudicandosi un finanziamento di circa 6 milioni di euro per i 42 mesi di attività.

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