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protesta animals freedom

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Piazza Garibaldi: Animals freedom contro il Festival del Prosciutto

Striscioni, volantini informativi e immagini esposte dal gruppo animalista antispecista parmigiano per manifestare dissenso in merito ai metodi utilizzati per la produzione dei salumi

"Auschwitz inizia quando si guarda un mattatoio e si pensa: sono solo animali". La citazione di Theodor Wiesengrund Adorno dipinta su uno striscione, cartelloni con su scritto "Basta allevamenti lager", e lumini da morto poggiati a fianco ad alcune immagini, la forma di protesta utilizzata dal gruppo Animals freedom in Piazza Garibaldi contro il Festival del Prosciutto.


Megafono alla mano, il gruppo antispecista di Parma ha esposto le proprie ragioni cercando di attirare l'attenzione dei cittadini circa i metodi utilizzati per la produzione dei salumi e il rispetto degli animali. "Siamo qui oggi per protestare contro il Festival del Prosciutto, per ricordare che il prosciutto si ricava da un essere vivente e non da un oggetto. Ai maiali vengono strappati i denti e tagliati i genitali, senza anestesia. Sono costretti a vivere spesso in condizioni al limite, ammassati in capannoni, alimentati con antibiotici, subendo vere e proprie torture. Il tutto nel silenzio più totale".


Una battaglia portata avanti da tempo da Animals freedom, che da anni denuncia i metodi utilizzati a livello locale sugli animali, anche relativamente alla vivisezione e allo sfruttamento a fini commerciali.
L'intento di un'interlocuzione con le istituzioni ha riscosso scarso interesse, secondo quanto affermato da G., attivista di Animals freedom :"Dopo le nostre richieste di dialogo, abbiamo ottenuto un incontro con l'ormai ex assessore Sassi. Non ci sono stati passi avanti perchè è difficile ottenere un appoggio in una questione come questa. Non è un problema che si riduce unicamente alla mancata volontà di azione da parte delle istituzioni, si tratta di un campo ben più vasto, dove il potere delle lobbies è più forte. Basti pensare ai casi di Parmacotto, Chiesi, contro i quali ci battiamo da tempo. Il nostro intento è quello di lanciare una provocazione e far conoscere alla gente come realmente stiano le cose. Si parla tanto di food valley, poi si pensa all'inceneritore. Poi si lotta contro l'inceneritore. Anche noi siamo contro, ma per altri motivi. Perchè non è altro che una contraddizione dire che i danni provocati riguarderebbero la terra e gli animali, quando poi sono costretti a subire angherie come quelle che stiamo mostrando oggi in piazza".

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