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L'Udu contro il decreto Profumo: striscione sul Ponte di Mezzo

Tocca anche Parma la mobilitazione lanciata dall'Udu. Gli studenti: "Un decreto che segna l'ultimo passo della riforma Gelmini e rischia di esserne anche il più distruttivo eliminando a raffica centinaia di idonei"

Tocca ancehe Parma la mobilitazione lanciata dall’Udu per contrastare il Decreto Ministeriale firmato dal Ministro Profumo. "Un decreto -sottolineano gli studenti- che segna l’ultimo passo della riforma Gelmini e rischia di esserne anche il più distruttivo eliminando a raffica centinaia di idonei in ogni regione abbassando le soglie ISEE per l’accesso ai benefici e innalzando contemporaneamente i crediti necessari per l’ottenimento delle borse di studio".

"Oggi i rappresentanti dell’UdU Parma -si legge in una nota- hanno per questo deciso di appendere uno striscione in un luogo simbolico della protesta contro la legge Gelmini nella nostra Università, quel tetto di matematica che gli stessi studenti occuparono per 15 giorni, anche sotto la neve, durate l’iter di approvazione della legge 240. Quindi si sono spostati in un luogo simbolico della città, il Ponte di Mezzo, per sensibilizzare non solo gli universitari ma l’intera popolazione sulla spada di damocle che pende sugli studenti meritevoli anche se privi di mezzi della nostra regione.

Perché dopo l’opposizione dei rappresentanti degli studenti che sono riusciti a bloccare il parere obbligatorio in Consiglio Nazionale la palla passa ora alle amministrazioni regionali. "Fermate il decreto Profumo” lo slogan-appello che gli studenti di tutta Italia stanno quindi portando dentro e fuori le università, indirizzato alla conferenza stato-regioni che proprio questo pomeriggio avrà l’ultima parola sull'approvazione o meno del decreto.


Michele Orezzi, coordinatore dell’UDU dichiara: “La nostra protesta a difesa del diritto allo studio non si fermerà fino a quando il Ministro Profumo non ritirerà questo decreto che altro non è che la fine del diritto alla formazione e al futuro per migliaia di studenti. Ancora una volta saranno colpiti i meritevoli ma privi di mezzi e noi non ci stiamo e non ci fermeremo mai. Siamo tanti e saremo noi a fermare questo disastro: con le università di tutta Italia in protesta e senza il parere obbligatorio del CNSU il decreto va stoppato nella Conferenza  Stato/Regioni".

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