Inquinamento a Rubbiano, il Comitato insieme ai medici: "Le nostre richieste disattese dagli Enti, esposto alla Procura"

Dopo 9 mesi di silenzi da parte dell'amministrazione il comitato di "Rubbiano per la vita" ha depositato un esposto in Procura finalizzato ad una valutazione sullo stato di salute della popolazione. Qui la storia che ha portato il Comitato a fare questo passo…

Non si arrende il Comitato di Rubbiano che, dopo tanti anni di attività continua il suo impegno di informazione e tutela della salute e del territorio insieme a vari medici specializzati in problematiche ambientali che hanno messo a disposizione le loro conoscenze per individuare la fonte e l'entità dell'inquinamento.

Lo ha dimostrato venerdì sera in una conferenza pubblica dove è tornato a chiedere risposte agli Enti preposti (Ausl, Provincia, Arpa e Comuni di zona) che, ad oggi, non si sono ancora resi disponibili per avviare un primo passo verso un'analisi sullo stato di salute della popolazione colpita da un inquinamento superiore ai livelli di norma.

Inquinamento che il Comitato ha rilevato nel 2012 rendendo noti i risultati di un' analisi commissionata al Laboratorio di Microinquinanti del Consorzio INCA di Marghera su un pollo di 6 anni e sul latte materno di una donna  di Fornovo. Entrambi presentavano valori di tossicità elevati: il pollo valori di diossina e PCB  (composto organico altamente inquinante) superiori a quelli ammessi dalla legge e per il latte della primipara di Fornovo livelli così alterati tali da essere in linea con quelli del napoletano e del casertano.

"E' chiaro che potrebbero essere valori contestabili data la singolarità delle indagini ma i valori riscontrati dovrebbero portare almeno ad un approfondimento da parte delle autorità" sottolinea  Dr. Recanelli responsabile del laboratorio che ha effettuato le indagini.

Ciò è confermato anche dalla Comunità Europea che, in base a direttive e regolamenti, stabilisce come si debbano avviare ricerche per individuare la fonte della contaminazione e attuare provvedimenti per la riduzione o eliminazione della stessa.

A fronte degli allarmanti risultati scoperti dagli scienziati viene organizzato dall'osservatorio ambientale -costituito dal Comitato e dagli Enti- un convegno a cui partecipano anche qualificati esperti, invitati dal Comitato, provenienti da eccelsi istituti italiani: Cnr di Pisa, Istituto Superiore della Sanità, Università di Parma, Istituto Nazionale Ricerca sul Cancro e istituto Tumori di Genova. 

I tecnici istituzionali di Arpa, Ausl e Università di Parma presentano i risultati delle loro indagini: Ausl riferisce che esiste un tasso di mortalità lievemente elevato per alcune malattie ma "il contributo maggiore è dato da malattie eterogenee (…) influenzate da stili di vita, comportamenti, accesso ai servizi e stato socio economico piuttosto che da esposizioni ad agenti ambientali e professionali", Arpa riporta la sintesi dei test di mutagenesi che appare fortemente positiva mentre l'incaricato dell'Università presentando lo studio sul modello di ricaduta evidenzia che l'impatto dell'azienda Laterlite sul territorio è "pressoché nullo".

In conclusione i tecnici istituzionali concordano sul fatto che i dati "non rilevino risultati particolarmente preoccupanti o suscettibili di approfondimenti urgenti".

Al contrario il Prof Valerio, chimico ambientale dell'Istituto Nazionale per la ricerca sul Cancro di Genova evidenzia lo sforamento dei PM10, conferma che la maggior produttrice di PM10 è Laterlite e mette in discussione il modello di ricaduta presentato dall' Università di Parma. Tale modello stabilisce dove impatta l'azienda ma non stabilisce l'entità dell'inquinamento.

"Esiste un modo per avere impronte digitali di ogni realtà produttiva del territorio in quanto ogni attività ha inquinanti specifici che immette in atmosfera" conclude il Professor Valerio.

Il medico epidemiologo Prof Gennaro dell'Istituto Tumori di Genova e membro Isde individua una "emergenza sanitaria" e sottolinea che il "lieve eccesso di mortalità", così definito da Ausl, corrisponde in realtà ad "un 30% in più di mortalità rispetto alle medie regionali".

I Professori partecipanti ritengono quindi urgente e fondamentale avere i dati di mortalità, i referti epidemiologici ed il flusso dei farmaci. Dati questi, che si possono ottenere a costo zero dagli Enti preposti, e che una volta confrontati con quelli dei Comuni limitrofi non colpiti da inquinamento permettano di costruire una road map del territorio in grado di fotografare la situaizone sanitaria della popolazione.

Gli esperti vengono ascoltati dagli Enti e non contraddetti, il sindaco di Solignano si dichiara infatti soddisfatto del confronto e auspica la possibilità di una proficua collaborazione.

Passano i mesi e gli esperti  insieme a Legambiente sollecitano le amministrazioni locali a fornire un riscontro dei dati. I sindaci dei Comuni interessati (Medesano, Fornovo, Solignano e Varano), dopo aver dichiarato di avere altre priorità oltre alla questione ambientale, tramite un comunicato riconfermano le valutazioni degli Enti ritenendo di "avere gli strumenti per poter tranquillizzare la cittadinanza in merito all'impatto di questa azienda (Laterlite ndr) sulla qualità dell'aria e circa le eventuali ripercussioni sulla salute". 

Questo lo scenario che ha portato il Comitato a indire una petizione al fine di "sollecitare un intervento urgente e attivo dei Sindaci" raccogliendo così una buona cifra di firme nei vari Comuni. Il silenzio istituzionale è stato riconfermato anche nel convegno organizzato l'altra sera dove nessuno dei  sindaci invitati si è presentato.

"Siamo arrivati a depositare un esposto alla Procura della Repubblica correlato di tutto il materiale prodotto" commentano i membri del Comitato che richiedono un ascolto istituzionale legittimo e dovuto in base alla legislazione italiana (di cui i sindaci stessi ne sono tutori) e a quella della Comunità Europea.

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