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Scuola, i soldi per 1585 nuovi banchi? Non si possono utilizzare

Le scuole secondarie superiori di Parma e del Parmense, per affrontare adeguatamente il nuovo anno, hanno fatto richieste per un totale di 90mila euro, ma una norma della spending review impedisce di utilizzare le risorse che sono già state messe a bilancio per acquistare nuovi arredi.

Una norma della spending review ci impedisce di utilizzare le risorse che abbiamo già messo a bilancio per acquistare nuovi arredi per le scuole superiori di Parma e provincia. Se non riusciamo a sbloccarle non saremo in grado di garantire a settembre un adeguato avvio delle lezioni, cosa che ritengo impensabile”. A lanciare l’allarme è l’assessore provinciale alle Politiche scolastiche Giuseppe Romanini che ha posto la questione in una recente riunione al Miur, il Ministero dell’Istruzione, e ha anche sollecitato i parlamentari del territorio affinché intervengano.

“È necessario che il Governo ponga velocemente rimedio alla situazione perché la questione sta diventando molto urgente”. La popolazione scolastica nel Parmense, come in tutta l'Emilia Romagna, cresce da diversi anni: nell’ultimo decennio è aumentata di oltre il 20% e a settembre sono previsti 346 alunni in più nelle scuole superiori. “Quest’anno dovremo ospitare 18.161 ragazzi che saranno distribuiti in 744 classi - continua Romanini -. È facile capire come un aumento continuo di studenti comporti un nostro investimento costante per offrire strutture scolastiche aggiuntive e arredi adeguati. Agli studenti in incremento rispetto all’anno scorso ma anche a quelli che già erano iscritti servono infatti sedie, banchi, cattedre, laboratori”.

Le scuole secondarie superiori di Parma e del Parmense, per affrontare adeguatamente il nuovo anno, hanno fatto richieste per un totale di 90mila euro, per comprare, tra gli altri, 1.585 banchi, 1.845 sedie, 33 cattedre e 50 banchi da disegno. A questi ci sarebbe anche da aggiungere l'arredamento dei nuovi locali del ciclo secondario superiore della Scuola per l'Europa.

Le risorse, già stanziate nel bilancio, non potranno essere utilizzate per una norma della spendig review (comma 141 dell’art. 1 della legge di stabilità) che prevede che le pubbliche amministrazioni non possano effettuare, negli anni 2013 e 2014, spese per l’acquisto di mobili e arredi in misura superiore al 20 per cento della spesa sostenuta in media negli anni 2010 e 2011 per quei beni. Le cose poi si sono ancora più complicate dopo una sentenza delle Corte dei conti dell’Emilia Romagna, che rispondendo a un quesito ha confermato la validità della norma proibitiva. “Abbiamo cercato un’interpretazione che ragionevolmente potesse evitare quello che di fatto è un’interruzione di pubblico servizio, purtroppo fino ad adesso senza successo - conclude Romanini -. Questo non vuol dire che ci diamo per vinti, percorreremo tutte le strade per superare questa norma che consideriamo assurda”.
 
 

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