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Scuola, perse altre ore per l'inglese: la denuncia dei genitori di Baganzola

Con il prossimo anno saranno 5,5 le ore settimanali in meno e ci sarà lo slittamento dell'orario di entrata alle 8,30. L'A.Ge.S.Ba: "I nostri figli costretti ad apprendere più velocemente e con maggiore fatica"

Riceviamo a pubblichiamo una lettera dell'Associazione Genitori Scuole di Baganzola che denuncia, per il prossimo anno scolastico, la perdita di ben 5,5 ore settimanali a causa sia dello slittamento dell'orario di entrata che della riduzione di orario per una materia importante come inglese. Ecco il testo della missiva:

"Siamo un gruppo di genitori residenti a Baganzola e dintorni con i figli che frequentano le scuole della frazione, facenti capo all’Istituto Comprensivo di via Bocchi.

Negli ultimi anni ci siamo prodigati in attività tese alla raccolta fondi, per organizzare progetti parascolastici a favore degli alunni delle scuole materna, primaria e media inferiore; all’inizio di quest’anno abbiamo deciso di riunirci in Associazione (denominata A.Ge.S.Ba) per darci un’inquadratura più precisa dal punto di vista legale ed economico, senza smarrire l’obiettivo di regalare ai nostri figli un’istruzione il più possibile ampia, oltre i limiti dell’insegnamento scolastico.
L’A.Ge.S.Ba non è un’entità politicamente schierata: collabora con tutti e non dipende da nessuno, se non dall’impegno dei soci.

Il motivo per cui ora scriviamo è che proprio quell’insegnamento scolastico che volevamo integrare, va adesso assottigliandosi, perdendo materie e ore importanti.
Nella scuola primaria per l’anno venturo, oltre  allo slittamento dell’orario d’entrata (dalle 8:00 alle 8:30, già annunciato a fine 2010, per far rientrare l’orario in vigore nella nostra scuola in uno dei “modelli” regolamentati dalla riforma Gelmini, con una perdita di 2,5 ore settimanali), ci è stata annunciata la probabile mancata assegnazione dell’insegnante specializzata d’inglese, materia non propriamente secondaria, che causerà la soppressione di un rientro pomeridiano, sui tre complessivi attuali (-2 ore settimanali) con una perdita totale di 5,5 ore settimanali di insegnamento, 1100 per un anno scolastico medio.

A questo si aggiunge la considerazione che, se effettivamente l’insegnante specializzata d’inglese non fosse disponibile, la stessa verrebbe rimpiazzata da una maestra prevalente – ovvero “dedicata” ad una classe – abilitata a tale insegnamento, la quale si vedrà costretta, di conseguenza, a diminuire ore preziosissime di altre materie curricolari, come italiano e matematica, nella propria classe.
Il dirigente scolastico ha chiarito che la situazione è comunque destinata a peggiorare, dal momento che finora solo un’abile gestione di presenze, compresenze e supplenze e tanta buona volontà da parte del corpo docente hanno consentito di mantenere l’orario scolastico articolato su 30 ore settimanali, ed ha annunciato che, nonostante il suo impegno per mantenere la situazione entro limiti di efficacia minimale del servizio, il quadro che si prospetta per l’anno 2012/13, data la previsione di risorse messe a disposizione, sarà ancora peggio di quello attuale.

Se queste sono le prospettive, non solo i nostri figli si troveranno ad avere difficoltà in inglese, ma dovranno anche arrivare a possedere le competenze matematiche e linguistiche dei propri coetanei europei, avendo a disposizione meno ore di insegnamento; saranno quindi costretti ad apprendere più velocemente (o superficialmente?) e di sicuro con maggiore fatica e sforzo, rispetto a quello che normalmente si richiede a bambini a partire dai 6 anni; senza contare il fatto che non ci saranno spazi di recupero per i più lenti.

Questo è il futuro che vogliamo per i nostri figli?
Non ci sono altre parole da aggiungere, se non che aspettiamo, speranzosi, una presa di posizione forte e decisiva da chi può realmente fare qualcosa per ridare certezze ai nostri bambini.
Vorremmo con questa lettera, sensibilizzare tutta la cittadinanza, anche chi non ha figli o si sente lontano da queste problematiche: per chi non lo avesse ancora capito, i bambini di oggi rappresentano il futuro del nostro Paese, cioè di tutti noi – che avremo bisogno della loro preparazione ed energia quando saremo anziani in una nazione di vecchi – ed è per questo motivo che è imperativo investire sulla loro educazione e formazione.

Una scuola pubblica forte è sinonimo di una democrazia sana; ci auguriamo che questa considerazione informi sempre l’agire di coloro che hanno l’opportunità e l’onore di decidere (grazie al voto ricevuto da gente come noi) per i nostri figli e sottolineiamo che la strada imboccata conduce solo all’impoverimento di quell’istruzione pubblica che lo Stato italiano deve garantire ad ogni cittadino in osservanza alla nostra Costituzione".

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