Teatro Regio, Pellacini sulla nuova dirigenza: "Risposta assolutamente inadeguata"

"Una risposta assolutamente inadeguata, la nuova direzione generale del Teatro Regio. Pizzarotti nei giorni scorsi aveva affermato che "il Regio non è la sagra della salsiccia" ma preso dalle sue giravolte voleva forse dire l'esatto opposto"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

Una risposta assolutamente inadeguata, la nuova direzione generale del Teatro Regio. Pizzarotti nei giorni scorsi aveva affermato che "il Regio non è la sagra della salsiccia" ma preso dalle sue giravolte voleva forse dire l'esatto opposto.

Ancora una volta siamo di fronte a una scelta scriteriata. Inutile ricordare la vicenda del bando Ciclosi cestinato, spendendo denaro pubblico che sarebbe utile magari per gli educatori di sostegno dei disabili o per tenere aperti degli asili. Ha poi dato il via a un nuovo bando riguardo al quale il collega Pagliari ha già fatto ricorso alla magistratura. Dopo un silenzio durato fin troppo la soluzione uscita dal cilindro magico di Pizzarotti non è assolutamente adeguata alla portata del Teatro.

Se sulla chiamata di Carlo Fontana non si poteva dire nulla in quanto a competenza, è chiaro il suo curriculum ed eravamo di fronte a uno dei massimi esponenti degli amministratori di Teatro di livello europeo, senza dimenticare che ha scritto una legge, questa volta non si può star zitti. Dove non sono riusciti Fontana e Arcà, come potrà ora riuscire la nuova dirigente che a un primo esame del curriculum appare molto più limitata e comunque lontana dal teatro d'opera?

Posso anche capire che il sindaco non abbia mai messo piede al Teatro Regio prima delle elezioni, di fatto si creano i presupposti perché venga cancellata una tradizione vera, un punto d'orgoglio parmigiano famoso nel mondo. Forse il sindaco non sa che fino a qualche anno fa del Regio scrivevano le migliori riviste specializzate americane, d'ora in poi forse ne scriverà la guida turistica della Lunigiana, senza nulla voler togliere a un'importante zona italiana ricca di storia.

Pizzarotti è riuscito nella doppia giravolta carpiata questa volta. Prima ha detto che si sarebbero fatte scelte in base al progetto culturale, ora dice invece che il progetto verrà reso noto in futuro. E' ovvio che non si sa di cosa parlare, non c'è alcun progetto e nessuna idea di come trovare soluzioni accettabili, sia dal punto di vista culturale che amministrativo.

A quanto risulta al momento il nome di Anna Maria Meo non comparirebbe fra i curriculum arrivati per la selezione. Sapeva già che la scelta sarebbe stata fatta al di fuori del bando? Come sempre questa Amministrazione, il Movimento 5 Stelle si prenda le responsabilità del caso su questo, lancia un bando o una selezione pubblica per andare poi alla chiamata diretta senza alcun parametro, senza alcun contradittorio, senza un processo democratico.

C'è una sola e unica risposta, Pizzarotti e il Movimento 5 Stelle si stanno dando da fare con tutte le loro forze per distruggere tutto quello che è stato fatto, non solo dall'Amministrazione precedente, ma dai parmigiani nei secoli. Stanno distruggendo l'essenza stessa della parmigianità senza chiedere a nessuno, senza renderne conto a nessuno, perché ormai siamo di fronte a scelte fatte da un gruppo di pochi - forse solo da uno - imposte con la forza al volere della città. Sono però sicuro che questa città non gliela lascerà passare liscia.

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