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Sissa-Trecasali, in arrivo 24 richiedenti asilo, il sindaco: "Abbiamo l'ospitalità nel Dna"

Intervista a Nicola Bernardi dopo l'incontro pubblico di lunedì sera: "Ci sono dubbi, incertezze e paure"

"L'intenzione è quella di gestire e non subire la situazione". Nicola Bernardi, sindaco di Sissa-Trecasali  spiega che l'arrivo dei richiedenti asilo nel suo Comune non lo spaventa. E che l'arrivo di 23, 24 persone in cerca di una nuova vita può rappresentare anche un'occaasione di rilancio per il Comune della provincia di Parma, non solo per loro.

Bernardi, come intende comportarsi?
"Abbiamo messo a disposizione tre appartamenti di proprietà pubblica (le case popolari di proprietà dell' Acer). Mettiamo a disposizione le nostre forze in un'operazione che verrà assistita dall'associazione Ciac, con l'intento chiaro di gestire la situazione".

Per adesso sono tre gli appartamenti.

"In questi tre appartamenti riusciamo a ospitare una dozzina di immigrati, per quanto riguarda i numeri che spettano al mio Comune non mi sbilancio: sono 23, 24, in base a una ripartitazione del 3x1000 (tre persone ogni mille abitanti)".

E delle scritte dei manifestanti, degli striscioni contro gli immigrati, che ci dice?

"Ci sono state, a Coltaro, perché era stato identificato solo un edificio da destinare agli immigrati. E sinceramente mi sembrava troppo poco. Io non voglio avere un unico punto ma una moltitudine di punti in cui accogliere questi poveri uomini, di modo che possiamo gestire la situazione. Siamo un popolo che ha nel Dna l'ospitalità e l'integrazione. Per me è importante in questo loro periodo di vita farli stare bene. Non saranno qui per sempre, l'importante è dargli una possibilità. Si fa una serie di attività per favorire queste persone e se possono rimanere in Italia per avviare un percorso di integrazione, che consenta loro di lavorare, ben venga".

Che cosa dicono i cittadini?

"E' veramente un grande problema che va gestito con grande sensibilità. Non si può rispedirli indietro. Presentiamo il progetto ai cittadini cercando di coinvolgere popolazione e associazioni che possano far inserire queste persone nella nostra comunità.

 L'incontro pubblico è andato bene, ci sono dubbi, incertezze e paure, ma è necessario parlarne. C'è stata un'ampia condivisione e diversi cittadini ci hanno ringraziato per il percorso che intendiamo portare avanti in questi giorni. Noi iniziamo adesso perché abbiamo la disponibilità per questi appartamenti" . 

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