Expo, crisi nella maggioranza. Nuzzo: "Se votate la delibera siete al di fuori del Movimento"

Fuoco amico sulla maggioranza, Nuzzo: "Noi stiamo sostenendo la partecipazione ad un evento che è finito sui giornali di tutto il mondo per lo scandalo corruzione, è come se mandassimo in gita i bambini e ci disinteressassimo dove"

"Se la maggioranza vota questa delibera si pone al di fuori della linea del Movimento 5 Stelle". Sono circa le 18.40 quando in Consiglio Comunale le parole del consigliere M5s Mauro Nuzzo aprono ufficialmente la crisi politica in seno alla maggioranza. Pomo della discordia è il via libera alla creazione della nuova partecipata (49% Fiere di Parma, 51% Federalimentare) che avrà il compito di gestire la presenza della filiera agroalimentare all’Expo di Milano.

Il progetto, presentato pochi giorni fa in Commissione, prevede un investimento di circa 15 milioni di euro per dar vita ad un nuovo soggetto che avrà un compito ben preciso: gestire due padiglioni di tre piani ciascuno ospitando le aziende dell’agroalimentare Italiano. Terminato il compito la società avrà termine nel 2017. Subito critico il Pd che esprime perplessità per la scarsità di informazioni a corredo della delibera "Mancano dettagli sul business plan – spiegano i consiglieri Iotti e Dall’Olio – e non ci sono né lo statuto, né la ragione sociale della newco. Così com’è questo provvedimento è da inoltrare alla Corte dei conti per una verifica".

L’assessore al Bilancio Marco Ferretti replica quindi spiegando che il piano economico-finanziario è consultabile facendo un accesso agli atti e lo statuto della nuova società deve ancora essere approvato dal Cda di Fiere di Parma e per questo motivo non è ancora visionabile.
Tocca però al consigliere di maggioranza Nuzzo vestire i panni dell’oppositore quando prende la parola per esprimere il proprio dissenso. "Noi stiamo sostenendo la partecipazione ad un evento che è finito sui giornali di tutto il mondo per lo scandalo corruzione, è come se mandassimo in gita i bambini e ci disinteressassimo dove. Per quanto mi riguarda questa delibera non la voto".

Il pensiero di tutti i presenti vola alle recenti dichiarazioni di Beppe Grillo in polemica con il sindaco Pizzarotti, nonché alla volontà espressa dal leader genovese del Movimento di cancellare l’evento Expo. Dopo una lunga serie di interventi si va al voto in un clima di palpabile tensione: alla fine su 20 votanti la delibera passa con 18 voti favorevoli e due astenuti.  I consiglieri M5S Cacciatore e Savani seguono Nuzzo, che non ha votato, astenendosi.

Che il clima in seno alla maggioranza non fosse dei più sereni si è capito sin da subito. In avvio di seduta infatti, dopo alcune interrogazioni, anche la prima delibera all’ordine del giorno ha visto più di un intervento critico da parte dei consiglieri M5S. In discussione vi erano debiti fuori bilancio “ereditati” dalle passate amministrazioni in ordine ad alcuni espropri per i quali i proprietari attendevano da oltre dieci anni di essere pagati.  Il primo consigliere a prendere la parola è proprio Fabrizio Savani, il quale dichiara il proprio disagio a dover sanare scelte fatte da altri e si chiede: "Perché questi debiti non sono stati saldati da chi li ha contratti? Di chi è la colpa? Perché l’attuale Giunta non ha sollevato il problema appena insediata?".

Sulla stessa linea gli interventi di molti consiglieri dell’opposizione preoccupati dal fatto che nella presentazione del provvedimento l’Amministrazione ha precisato che esistono altre situazioni critiche da sanare nei prossimi mesi. Tra questi Maria Teresa Guarnieri (AP), la quale denuncia il fatto che "nel consuntivo 2012 era stato annunciato che non c’erano nuovi debiti fuori bilancio". Critico anche il consigliere Lucio De Lorenzi (M5S) il quale chiede che vengano aperti i cassetti una volta per tutte facendo chiarezza sulla modalità di gestione delle passate amministrazioni. Alla fine la delibera passa con 17 sì, 8 contrari e 4 astenuti tra i quali i consiglieri 5 Stelle Cacciatore e De Lorenzi. La seduta si è chiusa alle 20.15 con la decisione di rimandare al prossimo Consiglio la delibera di approvazione del bilancio di Asp.

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