fuga di solomon

Scillitani: "Per Amo Colorno, tutto questo è inaccettabile..."

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

L’evasione di Solomon Nyantakyi dalla comunità REMS di Mezzani (Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza) ha destato parecchie preoccupazioni sia ai cittadini di Mezzani che a quelli di Colorno, dove lo stesso è stato arrestato in stazione, dopo la fuga. E’ inaccettabile che un soggetto di tale pericolosità sia riuscito a fuggire da una struttura presidiata 24 ore su 24 da personale specializzato e con telecamere ovunque. “Solomon” è tristemente balzato alla cronaca nazionale per aver brutalmente assassinato la madre e la sorellina di 11 anni. Al termine dell’omicidio è fuggito ed è stato rintracciato poco tempo dopo alla stazione centrale di Milano. La cronaca evidenziò come gli inquirenti abbiano fatto parecchia fatica a a muoversi nell’appartamento di “San Leonardo” senza il rischio di inquinare le prove, a causa del sangue presente ovunque. Tutto questo stà a dimostrare la pericolosità del soggetto in questione. Un pericoloso assassino senza lucidità alcuna, che avrebbe potuto fare del male a chiunque avrebbe trovato sul suo cammino, se solo ne avesse avuto il tempo e la voglia. Amo Colorno, a nome dei Colornesi chiede una maggior attenzione per certi soggetti pericolosi. Non vorremmo trovarci a “vivere” una vicenda “Kabobo”. La comunità REMS a quanto pare non è nuova a questo tipo di situazioni. Nel 2016 un detenuto Tunisino, fuggì dopo aver creato un buco all’interno della recinsione. Ci fu una lunga ricerca su tutto il territorio provinciale. Avremmo potuto incontrarlo e non possiamo sapere come avrebbe reagito. Non si devono esporre i cittadini a tali rischi. Essi già devono fare i conti con la tensione dovuta ai costanti furti in abitazione degli ultimi tempi. Sono a chiedere agli organi competenti di fare luce sulla vicenda, al fine di prevenire in futuro che certe situazioni accadano ancora. “Va bene non tenere in galera un assassino così violento e pericoloso, ma almeno se deve stare in una comunità di “recupero”, che non se ne vada in giro pericolosamente per Colorno e il nostro territorio”. Nicola Scillitani Coordinatore cittadino Amo Colorno

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