Pagliari, lettera aperta a Pizzarotti: "Bisogna battere un colpo"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

Caro Sindaco,

non ho la verità in tasca e, meno che meno, ho la presunzione di averla. Il dovere di verità, nella consapevolezza della naturale sua soggettività, è in carico a me, come a tutti, epperò, in questo momento, in misura peculiare per la funzione, che temporaneamente svolgo. E’ questa la ragione delle “riflessioni ad alta voce”, che vado a sviluppare, guardando al futuro e non al passato. In altri termini, le considerazioni, che so scomode, non sono tese alla ricerca della responsabilità, ma alla sottolineatura della necessità di guardare al futuro, di non restare passivi e di ricercare soluzioni: dovere di tutti.

Parma è in forte (per non dire: fortissima) sofferenza. Il sistema economico sente la crisi con pesanti riflessi sull’occupazione: 

(a) chiudono le imprese;

(b) si susseguono piani di ristrutturazione corredati da esuberi

(c) si registrano vendite sempre più frequenti a gruppi esteri rispetto alle quali è lecito il dubbio che siano finalizzate al mero acquisto del marchio con auspici nefasti per l'occupazione;

(d) il sistema commerciale è in una drammatica crisi, che non ha bisogno di essere descritta, al pari di quello artigianale;

(e) cala la capacità di creare e di salvaguardare l'occupazione.

Il sistema sociale è in evidente sofferenza: 

(a) l’allargamento dell’area dell’emarginazione sociale e lavorativa

(b) le crescenti difficoltà economiche delle Persone e delle Famiglie

(c) la caduta delle opportunità di lavoro per i giovani, e per i disoccupati, con i drammi conseguenti

(d) l'ampliamento delle nuove povertà;

(e) i rapporti interpersonali, quale che ne sia la motivazione, ma anche a causa della sensazione 

di scarsa sicurezza, sono diventati pur complessi e duri a tutto danno della solidarietà e della tolleranza;

(f) il senso della solidarietà e della tolleranza quasi del tutto spariti.

L’elenco, purtroppo, potrebbe continuare: quanto indicato ha una funzione esclusivamente esemplificativa. Il quadro non migliora - e non potrebbe essere diversamente, stante la profonda interrelazione – quando si osservi il c.d. sistema Parma. Città e Provincia hanno rischiato di perdere l’aeroporto Giuseppe Verdi; il Festival Verdi è a forte rischio; l’Università è in difficoltà per le contrazioni degli iscritti, ma non di meno per difficoltà proprie; le strutture ospedaliero-universitarie vedono incrinarsi il consolidato prestigio e diminuire i punti di eccellenza; l’insediamento dell’EFSA, pur nella positività di fondo della sua presenza, mostra elementi di criticità sia sotto il profilo dell’integrazione con il territorio, sia sotto quello dell’auspicato valore aggiunto per Parma, sia per l’incompiuta attuazione dell’accordo tanto da parte dell’U.E., che non ha reso la sede parmigiana davvero centrale. La Città nel suo complesso è piegata su se stessa come - tra l'altro - plasticamente evidenziano 

(a) lo scetticismo, quando non lo scoraggiamento, delle Persone;

(b) lo stato esteriore; 

(c) il deserto delle strade e delle zone industrial-artigianali minori

(d) il palpabile immobilismo. 

E il Comune, in questo contesto ? Lasciami dirlo con franchezza: assente, incapace di iniziativa e di proposta, piegato sul quotidiano e sulla continuità amministrativa. Tutto questo è il frutto di un'azione incerta, priva di un ordito e lenta. Le conseguenze sono evidenti su più fronti:

(a)le politiche del welfare prive di incisività - sia sul piano quantitativo, che su quello qualitativo - e incapaci di rispondere tanto alla domanda tradizionale, quanto a quella generata dall'attuale crisi;

(b)la politica urbanistico-ambientale si riduce alla realizzazione delle peggiori scelte della Giunta dimissionata, nell'assenza di una benché minima inversione di tendenza non foss'altro (e sarebbe, comunque, pochissimo) per avviare a soluzione i disastri di un utilizzo inconsulto del territorio, i cui effetti sono sotto gli occhi di tutti almeno in termini di urbanizzazioni non realizzate o incompiute e di necessità di ricucitura del tessuto urbano;

(c)la politica di bilancio rimane ridotta ad un'operazione ragionieristica di risanamento contabile priva di un'idea strategica e di un'anima, con la conseguenza che il Comune perde sempre di più ambiti di (doverosa) incidenza e capacità di risposta: la crescente sporcizia delle strade, le buche nelle strade e sui marciapiedi nonchè l'abbandono delle aree verdi ne sono gli effetti più visibili;

(d) la riorganizzazione del Comune e la politica del Personale sono al palo, talvolta utilizzate per messaggi pubblicitari propri e niente più. E chi frequenta il Comune sa quanto la Città avrebbe bisogno di un profondo ridisegno della macchina burocratica, e non di qualche "esternalizzazione" fittizia, peraltro verso società in precarie condizioni, come Parma Infrastrutture spa;

(e) la politica delle società partecipate, caratterizzata da un'incredibile continuità con la Giunta dimissionata, ridotta alla gestione dell'esistente con logiche di "eutanasia" (= fallimento) senza costrutto;

(f) le politiche giovanili, quelle per la Famiglia e per le giovani coppie sono abbandonate a loro stesse;

(g)il ruolo politico del Comune, la sua funzione di traino e di promozione e di quella interrelazione con le altre Istituzioni e la realtà cittadina sono stati "messi in soffitta", cosicchè i fattori di crisi evidenziati all'inizio si aggravano giorno dopo giorno. Mi fermo qui! Bisogna "battere un colpo"!

Sia chiaro il problema è di tutti (però, … non “di nessuno”) e non può che essere risolto con la sinergia di tutti, ma, non di meno, il Sindaco non può (nè deve) rinunciare alla sua funzione e alla sua responsabilità, che, in fasi come queste, si deve tradurre in una forte azione di proposta, di promozione e di guida dei processi. Con questo, per primo, non dimentico il vecchio adagio: chi fa da sè, fa per tre. E, in ragione di questo, ritengo che tutta la Città debba sentirsi coinvolta, che nessuno possa tirarsi indietro, che sia necessario giungere alla condivisione di un accordo per il rilancio della Città, che non dimentichi nessun profilo della "questione Parma".

E' una sfida nell'ottica della sussidiarietà (art. 118 Cost), che è indispensabile urgente e indilazionabile affrontare. Chi se non il sindaco deve promuoverla stanti le sue responsabilità istituzionali? Questo non é il mio pensiero, é il pensiero di tante Persone, non per simpatia politica, ma per l'evidenza oggettiva delle cose. Mi auguro che Tu voglia provvedervi, non lasciando nell'imbarazzo quanti sentono il problema e non prendono per ora iniziative per il rispetto del Tuo ruolo istituzionale.Voglio credere che comprenderai lo spirito, francamente collaborativo, della presente. Resto a disposizione. 

Parma, 7 marzo 2014 Giorgio Pagliari

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