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Giulia Ghiretti al ritorno da Rio: "Ho pianto di gioia per la prima volta"

Alle Paralimpiadi ha sbancato: oltre all'argento nei 100 metri rana ha vinto anche il bronzo nei 50 metri farfalla. Giulia si racconta a Parmatoday: "Dopo la seconda medaglia ero entusiasta, mi sono dimenticata di fare defaticamento"

E' tornata da Rio de Janeiro con il sorriso stampato sulle labbra. Giulia Ghiretti ha sbancato alla Paralimpiadi: oltre alla medaglia d'argento nei 100 metri rana SB4 ha ottenuto anche una medaglia di bronzo nei 50 metri farfalla S5, un risultato inaspettato che l'ha riempita di gioia. Ora, con il ritorno in città Giulia ha un solo desiderio: "Vacanze" come 'rivela' ai nostri microfoni. Abbiamo rivolto a Giulia alcune domande. 

Cosa ti ha lasciato l'esperienza di Rio 2016? "E' stata un'esperienza bellissima e unica, era bello sia l'ambiente che l'atmosfera, sono stati giorni lunghi e faticosi. Siamo stati via venti giorni, le gare sono iniziate l'otto, abbiamo fatto dieci giorni di gare, siamo partiti il 30 agosto e siamo tornati il 20 settembre. Mi ricordo che alla fine delle gare uscivamo e tutti erano entusiasi di noi, tutti volevano fare delle foto con noi". 

Come si svolgeva la tua giornata? "Nei giorni di gare andavamo con il pullman, la piscina era vicina a dieci minuti. Si facevano le batterie, nel pomeriggio si tornava a guardare se eri in finale o meno, poi si tornava al villaggio poi si tornava in piscina se eri in finale, altrimenti si andava a nuotare per allenarsi o si andava a vedere le gare, il contatto con l'aqua non andava mai perso".

Come è avvenuta la preparazione atletica prima di Rio 2016? "La preparazione è stata lunga e faticosa, da luglio facevamo due allenamenti al giorno, piu tre volte la palestra". 

Ti aspettavi di vincere le medaglie'? "Il risultato della gara del cento rana me l'aspettavo, sapevo quello che potevo fare, l'altra medaglia invece è venuta a sorpresa, non mi aspettavo di arrivare terza, così tanto non me lo aspettavo. E' stata bellissima, non me la ricordavo neache, ho chiesto il mio tempo negli spogliatoi, ero contentissima, è stata la prima gara in cui ho pianto di gioia"

Cosa significa, a livello sportivo, nel tuo percorso il successo di Rio? "E' una paralimpiade, è l'evento più importante, essere li e portare a casa due medaglie è un risultato bellissimo dà soddisfazioni e dà senso a tutto il lavoro fatto durante l'anno. E' stato un risultato ottenuto da un team: grazie all'allenatore Massimiliano Tosin, al preparatore atletico Luca Cavaggioni, alla psicologa Micaela Fantoni che fan tutti parte di un progetto Acquario di Milano in cui eravamo sei atleti che eravamo a Rio". 

Ci puoi raccontare un aneddoto? "Si, dopo il bronzo siamo usciti e ci siamo abbracciati tutti: così mi sono dimentica di fare defaticamento. L'allenatore me l'ha fatto notare subito. Dopo ho partecipato alla premiazione, il defaticamento l'ho fatto il giorno dopo insieme al riscaldamento per la gara".

Quali sono i tuoi progetti per il futuro? Vacanza, non vedere l'acqua per un mese, poi ci sarà una gara a Brescia a dicembre, i campionati italiani, l'anno prossimo ci saranno i mondiali in Messico dal 30 settembre all'8 ottobre 2017".. 


 

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