22 macachi salvati dalla morte da animalisti italiani: ora 6 macachi a parma devono essere salvati

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

Non è forse una forma di estremismo il “pensiero unico” per cui in nome del progresso scientifico, l’etica è asservita alla scienza? Entrambe dovrebbero camminare di pari passo nel rispetto comune della tutela della vita in tutte le sue forme. La nostra associazione punta i riflettori su questo aspetto, già da anni ormai, con l’obiettivo evidenziare che una realtà diversa è possibile: esistono modelli di sperimentazione sostitutivi rispetto a quelli che prevedono l’utilizzo degli animali e che sono volutamente mantenuti al di fuori dei nostri confini. L’Italia deve cambiare rotta se vuole avere un futuro! Era il 22 maggio 2017, quando 22 macachi utilizzati dal CNR per la sperimentazione scientifica (vivisezione), vennero salvati e trasferiti, dopo una battaglia durata ben 4 anni, dal Centro ENEA Casaccia (RM) al Centro di Recupero Natuurhulpcentrum Wildlife Rescue ad Oudsbergen in Belgio grazie all’operato di Animalisti Italiani, all’impegno e alla strenua determinazione con cui si è portata avanti una battaglia fatta di molteplici attività: manifestazioni, blitz, conferenze, azioni legali e politiche, campagne di sensibilizzazione. Il Presidente di Animalisti Italiani, Walter Caporale, dichiara: “Abbiamo lottato ogni giorno senza tregua e gli sguardi degli animali sopravvissuti, di cui con grande emozione ho potuto appurare direttamente lo stato di buona salute recandomi al Centro di Recupero in Belgio, ci hanno ripagato di ogni sforzo. Oggi sono salvi grazie alla nostra tenacia che ci auguriamo possa strappare alla morte anche i 6 macachi che l’Università di Torino ha intenzione di sacrificare in nome di una falsa scienza. Vi aspettiamo, quindi, il 14 settembre a Parma per manifestare insieme. Noi useremo tutti i mezzi possibili per porre fine a questo incubo e vogliamo lanciare un monito affinché questo accada subito, non soltanto a Torino e Parma, ma in tutti quei laboratori che si macchiano ancora nel 2019 di questa infamia. Chiediamo ai Governi di investire su metodi alternativi/sostitutivi, adesso e non in futuro”. La ricerca di metodi alternativi/sostitutivi all'uso di animali procede su due filoni principali: la ricostruzione di organi in vitro, in laboratorio a partire da cellule isolate e l'uso dei computer. Al momento, però, non sono abbastanza numerosi, ma investendo tempo e risorse economico-scientifiche sull’innovazione tecnologica, sarà possibile creare uno scenario in cui vengano totalmente aboliti gli esperimenti su altri esseri viventi. Nel campo degli studi di tossicità sono stati fatti grandi passi avanti, ad esempio, per ridurre il numero di animali coinvolti nella sperimentazione. Ciò è stato possibile grazie ad un database, stabilito con la normativa REACH dell’Unione Europea, in cui tutte le industrie sono tenute a depositare i protocolli e i risultati di tutte le sperimentazioni effettuate con gli animali per una determinata sostanza. In questo modo si è scoperto che alcune sostanze sono state testate più e più volte solo perché un'industria non era a conoscenza del fatto che un'altra aveva già condotto la stessa sperimentazione. Analizzare la potenziale tossicità di una nuova sostanza sulla base delle sue caratteristiche chimico-fisiche e su tutti gli studi di tossicità già effettuati, per evitare di doverli ripetere significa salvare VITE INNOCENTI. Inoltre si stanno mettendo a punto software capaci di riprodurre fedelmente il meccanismo d'azione di una sostanza nell'organismo umano, per ampliare ulteriormente le possibilità di adozione dei metodi alternativi/sostitutivi. Chiediamo al Governo e alle Istituzioni di investire maggiormente sulle nuove tecnologie, incrementandone l’uso nelle sperimentazioni scientifiche. Una nuova strada che salvi sia le vite degli uomini che degli animali è possibile e non può più essere ignorata.

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