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Punto Nascite: "Lotteremo per far sì che il calvario della figlia di Fausto non si ripeta"

Raffaella Delpoio, vittima di usura che sta cercando di raccontare, insieme a noi di Parmatoday, i meccanismi che sottendono alle dinamiche del mondo degli usurai oggi ha deciso di parlare di un altro tema parecchio importante, soprattutto per chi vive tra le nostre montagne

LA REPLICA DELL'AUSL DI PARMA: "NESSUNO E' STATO ABBANDONATO AL SUO DESTINO" 

Raffaella Delpoio, vittima di usura che sta cercando di raccontare, insieme a noi di Parmatoday, i meccanismi che sottendono alle dinamiche del mondo degli usurai oggi ha deciso di parlare di un altro tema parecchio importante, soprattutto per chi vive tra le nostre montagne. Dopo la denuncia di Fausto Moglia la proposta, fatta da queste pagine, è quella di creare un gruppo di persone che si ponga l'obiettivo di lottare per far riaprire il Punto Nascite di Borgotaro. 

"LOTTEREMO PER FAR RIAPRIRE IL PUNTO NASCITE DI BORGOTARO" - Mi permetto di occupare il mio solito spazio in cui parlo di usura per parlare della chiusura dei punti nascita, lo faccio perchè ascoltando la storia di Fausto Moglia voglio lanciare un appello affinche nessuna gestante subisca un calvario come quello di sua figlia. Odio qualsiasi violenza e quella che le gestanti di montagna devono subire al momento del parto, non sono nè piu nè meno di quelle subite dalle vittime di qualsiasi reato. Parlo in maniera forte e non me ne scuso con nessuno ma qua, o qualcuno parla o la situazione resterà invariata.

Da un anno sia io che Moglia lottiamo per far restare aperto il punto nascita di Borgotaro, abbiamo lottato contro una Region sorda, contro il consigliere regionale che ha votato il No e anche contro chi sventolava una bandierina a favore delle mamme per poi non concludere nulla ma anzi mettere a tacere il malcontento. La famosa tenda si è chiusa, il comitato dopo aver stampato qualche maglietta è sparito e il promotore è diventato relatore per il tribunale del malato di Borgotaro, senza però più nominare nulla... e intanto le partorienti viaggiano su ambuanza nel loro viaggio della paura.

Troppe mamme, a cui chiediamo di donarci la storia del loro viaggio, sono tornate a casa e onde evitare problemi hanno deciso di tacere....Fausto no.....lui ha deciso di prendersi la responsabilità di difenderle tutte, quelle che sono già mamme e quelle che lo diventeranno. Come avevamo previsto, queste gestanti sono state abbandonate al loro destino, il pronto soccorso non ha la capacità di gestire in emergenza, si sono addirittura dimenticati di chiamare l' ambulanza, il pronto soccorso non si è assunto la responsabilità di farla partorire, in questi casi l'unica cosa da fare e sederle su una lettiga e buon viaggio.

Non oso immaginare lo stato d'animo dell autista che tra un urlo e l altro cerca di accellerare a sirene spieGate in mezzo al traffico. ma ciò che davvero non oso pensare è come sta la partoriente che avrebbe diritto a stare della posizione che sceglie, dovrebbe mettere in atto le respirazioni che ai corsi preparto insegnano e invece deve combattere fra i dolori, le curve  le buche, le sterzate, la paura che nasca, la paura che non nasca, la paura di non arrivare e la paura che la stessa ambulanza si schianti per la troppa velocità.

Potrei entrare nei particolari ma credo che sarebbe poco educato nei loro confronti ma che venga bene o no ci sono anche particolari che una donna vorrebbe vivere con a fianco un marito e non con chiunque. Violenza, chiudere i punti nascita è stata una violenza alle donne, ai bambini una violenza gratuita perchè non dimentichiamoci che la legge prevede la chiusura ma lascia le Regioni libere di gestire e tutelare i punti nascita proprio perchè consapevole che non tutte le realtà sono uguali. Una violenza Gratuita nel momento in cui la stessa Regione aveva un solo votante in più a favore della chiusura quindi metà assemblea legislativa aveva appoggiato il problema distanza, strada, ghiaccio in inverno.

Noi non ci fermeremo, e chi mi conosce sa che lotterò fino in fondo, perchè l'ospedale aveva uno dei reparti più belli che potessero essere nella regione, la stessa vicina Liguria veniva qua a far nascere i bimbi, non ci fermeremo perchè il parto è comunque un'urgenza e la sanità è obbligata a gestire le urgenze, non ci fermeremo perchè non vogliamo che nessuna partoriente passi ciò che ha passato la figlia di Fausto, la nascita di un figlio deve essere un momento magico vissuto in tranquillità come prevede il diritto dei malati e non un incubo per chi nasce, per chi partorisce, per chi viaggia rincorrendo l'ambulanza e per chi da casa prega che vada tutto bene.

Il nostro è un appello, a chi vuole stare con noi e lottare per riaprire il punto nascita, tutta la storia è gia stata mandata al ministero confidando in un Ministro che abbia la capacità di aiutare e la capacità di far capire alla Regione che deve fare un passo indietro. Chi vuole ci può contattare su mail a raffa.delpoio@libero.it o fausto1955@libero.it o lasciare un messaggio sull'articolo di Parmatoday, sempre molto attento alle problematiche". 

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