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Martedì, 27 Febbraio 2024
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Sanità, l'Emilia Romagna ripiana il buco: a Parma 12 milioni di euro

Previsti 4,5 milioni per l'Ausl di Parma più 7,5 per l'azienda ospedaliera

L'Emilia-Romagna ripiana il buco di bilancio delle sue aziende sanitarie. Si parla di 84,3 milioni di euro, maturati nel 2022 a causa di costi Covid ed energetici non rimborsati dal Governo, a cui si aggiunge un forte aumento della spesa per farmaci e dispositivi medici. A Parma 4,5 milioni per l'Ausl di Parma più 7,5 per l'azienda ospedaliera. 

Ma è il 2023 che preoccupa, essendo ancora un'incognita. Per questo la Regione ha avviato un percorso di ascolto e confronto costante con le aziende sanitarie, per evitare di andare in rosso anche quest'anno. "Al momento non siamo in grado di fare i bilanci preventivi", dice il direttore generale della Sanità in Regione, Luca Baldino. E intanto prosegue il pressing a Roma per ottenere un aumento del fondo sanitario nazionale. "Le spese sono sotto gli occhi di tutti- afferma l'assessore alla Sanità Raffaele Donini, oggi in commissione in Regione- o questo Paese torna ai fondamentali o sarà sempre più vulnerabile". La sanità oggi "costa di più di quanto riceve- insiste Donini- non solo per le spese Covid o energetiche, ma anche per le nuove opportunità cliniche, assistenziali e di ricerca che fino a qualche anno fa erano impensabili e che oggi hanno performance straordinarie", ad esempio in campo oncologico. "Questo scostamento di bilancio preoccupa tutte le Regioni- avverte l'assessore- occorre rimodulare il fondo". La richiesta è di aumentarlo fino al 7,5% del Pil. "Ottenerlo il primo anno sarebbe onirico- ammette Donini- puntiamo a raggiungerlo in cinque anni". Se dovesse calare, invece, "sarebbe l'intero sistema sanitario nazionale a deflagrare, non solo l'Emilia-Romagna", è il monito dell'assessore, che a livello nazionale coordina la commissione Salute in Conferenza delle Regioni

In Emilia-Romagna nel 2022 le aziende sanitarie hanno dovuto affrontare 375 milioni di euro per spese Covid (non rimborsate), 200 milioni di euro per l'aumento delle bollette, di cui 79 non coperti dallo Stato, oltre 100 milioni di euro per farmaci innovativi e dispositivi medici, 107 milioni per spese di personale, legate soprattutto al rinnovo del contratto del comparto.

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