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Il casaro di Pilastro è morto dopo il tentato suicidio: escluso l'assassinio

Franco Talamini era stato trovato senza vita il 18 gennaio scorso nella sua azienda, con il capo immerso nella vasca del siero. Si era pensato a un omicidio, ma le indagini evidenziano che si è trattato di un malore

Il casaro di Pilastro trovato morto lo scorso 18 gennaio non è stato ucciso. Franco Talamini, 48enne proprietario del caseificio la "Stella Alpina", era stato trovato con il corpo nella vasca del siero, testa in giù e gambe fuori dalla conca. Le indagini degli inquirenti hanno portato a questa ricostruzione: l'uomo - che come dichiarato dai familiari soffriva negli ultimi tempi di depressione e prendeva dei farmaci per curarsi - avrebbe provato ad impiccarsi nel retro dell'azienda. Ma la corda si sarebbe spezzata e lui sarebbe caduto a terra privo di sensi. Poi si sarebbe rialzato e, molto probabilmente a causa di un malore, sarebbe finito nella vasca di sedimentazione, affogando in pochi centimetri di siero. L'autopsia ha confermato la morte per annegamento vista anche la quantità di siero finita nei polmoni dell'uomo. Si può così escludere l'omicidio da questa triste e dolorosa vicenda.

IL RITROVAMENTO DELLA CORDA

E' stata ritrovata su una trave nel retro del caseificio una corda insanguinata. Il mistero della morte di Franco Talamini si infittisce e al complicato scenario si unisce un nuovo indizio. L'uomo, dopo le prime analisi del medico legale, era stato trovato con i segni di una corda intorno al collo, oltre ai polmoni pieni di siero e ad una ferita al capo. Ma allora, cos'è accaduto quel giorno nell'azienda di Pilastro? E' stato inscenato un suicidio per camuffare il delitto oppure il casaro ha provato a togliersi la vita prima con la fune e poi - dopo una caduta - barcollando sia finito nella vasca con il siero? Ora il reperto sarà analizzato per capire se il sangue sulla corda corrisponde a quello di Franco Talamini.

IL FATTO

Un uomo è stato ritrovato senza vita in un caseificio di Pilastro, piccola frazione sulla strada che porta a Langhirano. Si tratta di Franco Talamini, 48enne proprietario della "Stella Alpina", piccola azienda produttrice di derivati del latte. La sorella - con il quale l'uomo viveva ad Ariola - non vedendolo rientrare al solito orario si è recata al caseificio dove ha trovato il corpo del fratello immerso nella vasca del siero di sedimentazione, con la testa in giù e le gambe fuori dalla conca. Quindi ha subito dato l'allarme avvisando i carabinieri di Langhirano. Sembra improbabile che possa trattarsi di un incidente e gli inquirenti, coordinati dal pm Lucia Russo, non escludono alcuna ipotesi, neanche quella dell'omicidio.

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