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Martedì, 27 Febbraio 2024
Cronaca

Mohamed Choukry: presidio del sindacato Adl Cobas in piazza Garibaldi per il netturbino ucciso da un'auto

Il sindacato: "Basta morti sul lavoro: i lavoratori si vedono costretti a lavorare 8 ore al giorno invece che 6.5 per 6 giorni settimanali, portando quindi ad almeno 30/40 ore mensili di straordinari"

Mohamed Choukry è stato investito e ucciso da un'auto, guidata da un conducente ubriaco, in strada Traversetolo nella mattinata di sabato 7 gennaio, mentre stava lavorando come netturbino. Il sindacato Adl Cobas, che aveva dato vita a scioperi e proteste per chiedere maggiori garanzie per i diritti e la sicurezza dei lavoratori del settore, ha indetto un presidio in piazza Garibaldi per martedì 10 gennaio alle ore 17. 

"Mohamed Choukry è morto lavorando come operatore ambientale sabato scorso - si legge in una nota di Adl Cobas. La notizia ha scosso non poco i lavoratori e le lavoratrici del settore, soprattutto chi da mesi sta chiedendo maggiore riconoscimento e sicurezza. Non è la prima volta infatti che come sindacato portiamo alla luce le condizioni di lavoro degli operatori dell’igiene ambientale. In particolare la maggior parte di lavoratori dipendenti delle varie cooperative che hanno in appalto parte dei servizi di Parma e provincia come Sirio o Emc2 e molte altre, che si ritrovano ad essere lavoratori di serie B, con applicato un contratto nazionale che nulla ha a che vedere con il settore di cui stiamo parlando. 

Difatti il problema dell’applicazione del CCNL delle Cooperative Sociali invece che il FISE, oltre a  un dislivello economico non indifferente (Non c’è la quattordicesima e la differenza mensile con uguale mansione è di 300 euro circa), porta a una disuguaglianza nelle condizioni di lavoro. Lavoratori che si vedono costretti a lavorare 8 ore al giorno invece che 6.5 per 6 giorni settimanali, portando quindi ad almeno 30/40 ore mensili di straordinari; mezzi a disposizione  vecchi e con una pessima manutenzione; essere sotto personale... tutto questo porta ad avere operatori sfiniti, stanchi, con dolori articolari perché costretti ad effettuare movimenti non idonei e dannosi, il tutto senza neanche avere il riconoscimento del lavoro usurante, fra le tante cose che non vanno.  

La prima responsabile di tutto questo è Iren, che appaltando al minimo ribasso a cooperative sociali, risparmia sul costo del lavoro, nonostante nei capitolati d’appalto indichi esattamente il contratto da applicare. Alla quale ci aggiungiamo i comuni che fanno finta che la cosa non li riguardi e le cooperative che scaricano su Iren qualsiasi colpa rispetto alle condizioni di lavoro. 

Per questo, per stringerci alla famiglia di Mohamed, e per fare in modo che non succeda mai più, invitiamo lavoratori e lavoratrici, solidali e la cittadinanza a partecipare al presidio che ci sarà martedì 10 gennaio alle ore 17 sotto al Comune di Parma in piazza Garibaldi" 

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