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Scuola Europea, i Maestri: "La politica è silente"

Dopo le iniziative di informazione degli ultimi mesi i Maestri autoconvocati tornano sulla questione dei docenti esclusi dal bando e chiedono ai partiti di intervenire

Il gruppo Maestre e Maestri autoconvocati di Parma e provincia torna a far sentire la propria voce, dopo le iniziative di informazione e di protesta messe in atto nei mesi scorsi. La questione dei tagli alla scuola pubblica è sempre centrale per il gruppo che porta avanti la lotta a favore della valorizzazione della scuola statale. Sulla questione della Scuola Europea, dove alcuni docenti storici sono stati esclusi dal bando per il prossimo anno, il gruppo il cui portavoce è Salvatore Pizzo denuncia la situazione e consiglia ai docenti di rivolgersi, oltre che al Tar, anche al giudice del lavoro del Tribunale di Parma.

"Il gruppo Maestre e Maestri, autoconvocati, di Parma e Provincia- si legge in una nota- nel rinnovare la propria solidarietà ai docenti cacciati via dalla Scuola Europea, dopo averla resa operativa sin dalla sua fondazione e portata a livelli importanti, consiglia loro non solo di rivolgersi alla magistratura amministrativa (Tar) per impugnare i bandi di reclutamento con il quale si vuole scalzarli, ma anche al giudice del lavoro del Tribunale di Parma per vedersi riconosciuti i loro diritti, acquisiti dopo la reiterazione continua della loro assunzione a tempo determinato e cancellata con un colpo di spugna.

Le vicende politiche connesse alla Scuola Europea sono notoriamente molto seguite dai sostenitori dei deputati Gelmini e Frattini, i quali oltre ad essere ministri sono anche i principali esponenti di una corrente del Pdl che si rivede nella “Fondazione Liberamente”: sarebbe bene che si chiedesse conto di certe scelte politiche anche i loro rappresentanti locali, che qualcosa pur conteranno. Dopo le pesanti ombre che la nota inchiesta P4 ha innalzato sulla nomina di un revisore dei conti della Scuola europea è opportuno che i dirigenti politici locali, che prima o poi chiederanno il voto anche alla comunità scolastica Parmense, ci dicano quanto contano realmente presso i loro capi di Roma.

Salvatore Pizzo, portavoce dei Maestri autoconvocati, in merito a queste vicende precisa: “La politica locale di Parma, fatta qualche debita eccezione, su certe cose che riguardano gli affari di scuola è strana, silente e molto trasversale nel suo mutismo”.       

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