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La scuola Racagni

La scuola Racagni

Scuola Racagni, gli alunni della Corridoni trasferiti alla Cocconi?

La denuncia arriva da un 'genitore perplesso' che sostiene che la decisione "è stata comunicata ufficialmente giovedì 28 giugno durante il Consiglio d'Istituto" per ospitare gli alunni della scuola chiusa

La Racagni, chiusa dall'ex commissario straordinario Ciclosi, verrà spostata all'ex Corridoni e gli alunni e i professori della Corridoni verranno spostati alla Cocconi? E' quanto denuncia un 'genitore perplesso' in una lettera giunta al blogger Luigi Boschi. Secondo quanto riportato la decisione "è stata comunicata ufficialmente giovedì 28 giugno durante il Consiglio d’Istituto e venerdì 29, durante il Collegio Docenti, agli insegnanti della scuola".
 
LA LETTERA DEL GENITORE

Ti volevo informare di un fatto grave quanto inaspettato. Questa mattina, mentre passavo per via della Costituente, mi sento chiamare da uno dei genitori di un bimbo che, come mio figlio, frequenta la scuola elementare Corridoni. Mi viene immediatamente comunicato che a settembre i nostri ragazzi non varcheranno più la soglia dello storico edificio di via Montesanto, ma che tutte le classi saranno trasferite presso la sede della scuola Cocconi in piazzale Picelli.  Mi viene anche detto che la decisione è definitiva e che è stata comunicata ufficialmente giovedì 28 giugno durante il Consiglio d’Istituto e venerdì 29, durante il Collegio Docenti, agli insegnanti della scuola. La notizia ha colto tutti di sorpresa e ha suscitato non poche perplessità visti i motivi del trasferimento (che ora ti andrò ad esporre) ed il metodo “furtivo” con cui la decisione è stata presa, dato il periodo dell’anno che vede le classi deserte, molte famiglie in vacanza, e la conseguente difficoltà per i rappresentanti dei genitori di comunicare la novità in tempo utile per avere una qualsiasi reazione. Per fortuna esiste ancora il “passaparola” che, paradossalmente, pare essere rimasto l’ultimo baluardo della democrazia.

Come ben saprai, da tempo la scuola elementare Racagni è chiusa per ristrutturazione. Le classi di suddetta scuola sono state provvisoriamente sistemate in altri due plessi, uno dei quali è quello della scuola Cocconi. Un intero piano della Cocconi, con ingresso autonomo, è infatti stato adibito a sede parziale e temporanea della Racagni. Come è ovvio, il trasloco ha creato disagio a tutti coloro che ne sono stati coinvolti, ed ha portato a polemiche e lamentele giunte fino alle stanze del Municipio. Di qui la geniale e repentina decisione dell’Assessore Paci (M5S), recentemente eletta, e della Dott.ssa Carpi del Comune di Parma: come risolvere i disagi dovuti al trasloco della Racagni? Prendendo l’intero sistema insegnanti-alunni-genitori della Corridoni e spostandoli come un pacco postale, senza preavviso alcuno, nei locali della Cocconi, per donare l’intero loro edificio agli alunni della Racagni. Per essere il più chiari possibile su questa vicenda che chiara non è: la Corridoni da settembre “diventerà” la nuova sede della Racagni.

Forse la nuova amministrazione ritiene che risolvere un problema significhi nasconderlo sotto il tappeto, giacché per dare legittima sede ad una scuola, di fatto se ne chiude un’altra e si trasferiscono gli stessi disagi su altre persone. Oppure ritiene che ci siano scuole di serie A ed altre di serie B, alcune meritevoli di sedi “prestigiose” e lontane dai “disagi della multiculturalità” ed altre meno. Per togliere alcune aule della Racagni dai carboni ardenti di un edificio ingiustamente ghettizzato è forse giusto far subire a più di duecento bambini (alcuni dei quali disabili) le difficoltà derivanti da un totale sradicamento?

Spostando le aule della Corridoni in via definitiva presso la Cocconi, di fatto si decreta la fine di una scuola storica e si vanifica il lavoro di tanti bravi docenti che in questi anni hanno cercato, anche inserendo il tempo pieno laddove ancora non c’era, di ampliare il bacino d’utenza e di far vivere la multiculturalità come un valore aggiunto e non come una penalizzazione. Le classi esistenti andranno prevedibilmente ad esaurimento e alla fine la città sarà stata semplicemente depauperata di una scuola. Nell’arco di pochi anni gli insegnanti si troveranno, nel migliore dei casi, spostati in altre sedi. La soluzione più semplice, razionale e indolore non sarebbe stata semplicemente, come già proposto, una revisione e una razionalizzazione dello “stradario”?
 

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