Enrico Arillo (Pdci): "A proposito di Spip..."

"Ciò che è successo è estremamente grave, prezzi gonfiati a dismisura con grave danno per le casse erariali e soprattutto gravi colpe politiche di chi era preposto al controllo delle suddette operazioni"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

Mi stupisce molto tutto il clamore che si è sollevato (solo ora) sul caso Spip dopo il servizio sul TG3. Ma mi stupisce, ancora di più, il silenzio che ha regnato prima di questa campagna elettorale visto che tali notizie riguardano fatti del 2006 e pubblicati da molti blog nel 2010.

Ciò che è successo è estremamente grave, prezzi gonfiati a dismisura con grave danno per le casse erariali e soprattutto gravi colpe politiche di chi era preposto al controllo delle suddette operazioni. Ma tutto ciò che è emerso dal servizio del TG3 non è altro di quanto già denunciato da anni da gruppi di cittadini (cito per esempio un ottimo articolo del dicembre 2010 di Luigi Boschi: "Affaire SPIP, il caiazzo del palazzo"), il tutto nell'indifferenza. Anche durante le numerose proteste della scorsa estate sotto i Portici del Grano sono stati sollevati e denunciati gli stessi fatti e le stesse cifre ma anche in quel caso non furono prese in considerazione dai più. Io stesso, durante un'intervista nella trasmissione "Robinson" in prima serata su Rai3 di qualche settimana fa dedicata alla "corruzione", ho portato alcuni esempi di queste "strane" operazioni immobiliari.

In ogni caso, Ubaldi è responsabile politico e morale di questa vicenda (le delibere e la nomina dell'allora presidente di SPIP Calestani sono a firma sua)  oltre che di tante altre note alla cronaca cittadina come la Stazione e piazza Ghiaia. I cittadini devono essere consapevoli di quello che è successo ed, in particolar modo, delle responsabilità di tutti gli attori politici che si candidano ad essere gli amministratori di Parma; è indubbio che un cittadino ben informato può prendere le decisioni in maniera consapevole e sicuramente migliore per la città.

A parte questo, credo sia necessario che la politica si interroghi su come sfruttare questo immenso spazio tra l’altro inutilizzato e abbandonato a se stesso. Una possibilità ci viene data dall’applicazione della Legge Nazionale n.113 del 29 Gennaio 1992 (mai attuata a Parma); tale legge prevede “l’obbligo per il comune di residenza di porre a dimora un albero per ogni neonato, a seguito della registrazione anagrafica”. Tale iniziativa, a mio avviso essenziale per il rispetto dell’ambiente e la riduzione dell’inquinamento (i dati scientifici confermano che ogni albero è in grado di fornire ossigeno per circa 8/10 persone e di assorbire da 7 a 12kg di CO2 all’anno), sarebbe anche a costo zero poiché la Legge prevede lo stanziamento statale, ogni anno, di circa due milioni e mezzo di euro oltre che agevolazioni come l’ipotesi di esenzione dalla tassa di occupazione suolo pubblico per i privati che realizzano un’aiuola.

Inoltre, chiamando l’albero con il nome del neonato, si creerebbe un’ottima sinergia tra cittadino e natura ponendo le basi per una Parma verde.

Altre città, probabilmente con amministratori più accorti dei nostri precedenti, hanno già utilizzato e con grandissimi risultati questa via; perché non a Parma città della food valley e delle eccellenze alimentari? E’ bene non dimenticare che ciò che mangiamo dipende dall’ambiente che ci circonda, più siamo accorti e più lo proteggiamo e più possiamo ottenere prodotti di qualità.

Enrico Carlo Arillo
Candidato indipendente nelle liste del PdCI al Consiglio Comunale di Parma

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