Caselli (PD):" Un nuovo modo di amministrare Quartieri e Periferie"

ATTO DI INDIRIZZO PER UN DIVERSO SVILUPPO DELLE PERIFERIE E DELLE FRAZIONI DELLA CITTÀ COME ELEMENTO FONDAMENTALE PER LA QUALITÀ DELLA VITA DELLE PERSONE

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

Il Consiglio Comunale di Parma
premesso che

la città contemporanea è oggi un ambito di riflessione complesso, una realtà composita e articolata dove le istituzioni deputate al governo del territorio faticano a pianificare gli spazi ed i luoghi con le tradizionali chiavi di lettura delle dinamiche sociali,

in particolar modo le periferie e le frazioni periurbane che costituiscono una quota rilevante della città contemporanea, sono spesso state considerate come luoghi marginali rispetto alla città consolidata, dove la rapida trasformazione del territorio rurale in ambiti urbanizzati e la conseguente assenza di servizi e di infrastrutture ha rappresentato un fattore determinante della mancanza di qualità urbana di questi quartieri;

tra i compiti dell'Amministrazione Comunale vi è quello relativo all'attuazione degli strumenti urbanistici, ovvero quelle attività politico-amministrative preordinate alla programmazione e trasformazione del territorio al fine di garantire un maggiore impatto sulla qualità della vita dei cittadini e sul miglioramento dei servizi pubblici;

uno degli obiettivi dell'Amministrazione è quello di rafforzare il segnale d'attenzione verso il recupero urbano della periferia attraverso opere da realizzare che possono fornire i presupposti per la rigenerazione anche sociale di questi territori;

il Piano Strutturale Comunale ed i suoi strumenti attuativi, ai sensi della legge regionale 20/2000 dettano la disciplina d'uso dei suoli e possono definire gli standard sociali ed infrastrutturali necessari per evitare la creazione di ampi quartieri dormitorio e favorire il miglioramento della qualità della vita nelle aree periferiche e periurbane della città;

Valutato che

tale sviluppo ha ridotto contestualmente la disponibilità di territorio agricolo destinato alle produzioni food del nostro territorio, le quali costituiscono la principale competenza distintiva del sistema produttivo di Parma e del suo territorio;

la crescita smisurata delle frazioni ha fortemente condizionato gli stili di vita e le relazioni interne alle comunità che le popolano, acuendo i problemi di conflittualità sociale e di sicurezza generati dall'assenza di servizi, luoghi di incontro e spazi di socializzazione;

a tutto ció si aggiunge che negli anni 2000 la debolezza dell’Amministrazione Comunale di Parma ha reso più semplice per le aziende in crisi titolari di aree produttive inserite in contesti impropri ricercare la strada della rendita fondiaria rispetto alla salvaguardia dei posti di lavoro;

IMPEGNA LA GIUNTA

ad un attento riesame di tutti i piani attuativi non ancora approvati ed inseriti nella periferia  o nelle frazioni cittadine allo scopo di valutare se siano state adottate tutte le misure utili alla promozione dei servizi, degli spazi di aggregazione e delle infrastrutture funzionali ad una buona qualità della vita (es.: parchi, centri sociali, servizi per l'infanzia e per la terza età, trasporto pubblico, piste ciclopedonali, ecc..);

ad una moratoria sull'avvio di tutti quei piani privi delle caratteristiche appena elencate e ad una ridiscussione degli stessi anche attraverso forme di coinvolgimento/partecipazione dei residenti allo scopo di migliorare i nuovi insediamenti e le connessioni ecologiche con l'edificato esistente, così che i nuovi piani siano un'opportunità per valorizzare le frazioni e non l'ennesimo sviluppo privo di identità,

a vigilare affinchè gli accordi sottoscritti dal Comune con i privati, di cui all'articolo 18 LR20/00, spesso utilizzato per variare strumenti urbanistici anche in risposta a puntuali esigenze produttive, contengano clausole volte a impedire successive richieste di cambi di destinazione tali da pregiudicare il fine stesso dell'accordo ed incentivare la speculazione edilizia anziché la continuità dell’attività produttiva;

ad adottare scelte orientate alla riduzione del consumo di suolo quali:

il recepimento nel PSC comunale delle recenti disposizioni adottate nel PTCP provinciale in materia di consumo di suolo,

il censimento di tutte le zone agricole destinate a colture food analizzandone vocazione e tipologia allo scopo di tutelare, preservare e valorizzare questa porzione di territorio dallo sviluppo della città, riconoscendolo come una bene comune non negoziabile,

la predisposizione di una variante al PSC che renda Parma una città a crescita zero (sul modello di Cassinetta di Lugagnano e Cernusco sul Naviglio - MI) allo scopo di rendere il Piano uno strumento privo di ulteriori previsioni di crescita edilizia e capace di far fronte ai futuri fabbisogni attraverso il recupero puntuale di edifici, la riconversione (mediante piani attuativi) di aree produttive incompatibili con il tessuto residenziale circostante, il completamento di previsioni vigenti e la saturazione delle aree già edificate.

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