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Sabato, 21 Maggio 2022
Attualità Torrile

“Fuggita dall’inferno delle bombe in Ucraina con i miei nipoti: mia figlia nel bunker prepara i pasti per i soldati"

La testimonianza di Oleksandra: "Ho perso mio marito tre giorni prima dello scoppio della guerra, ora sto cercando di rifarmi una vita a San Polo di Torrile ma non è facile, rischio lo sfratto e sto chiedendo aiuto per una sistemazione almeno per i ragazzi di 12 e 15 anni"

"Sono scappata dall'inferno delle bombe in Ucraina, portando in salvo i miei due nipoti e una delle mie due figlie: abbiamo viaggiato in autobus passando per la Polonia, l'Ungheria e la Slovenia e siamo arrivati a San Polo di Torrile. L'altra mia figlia è rimasta vicino a Leopoli: nel bunker prepara i pasti per i soldati". Inizia cosi la testimonianza di Oleksandra Dozhdzhanyuk una donna ucraina arrivata a San Polo di Torrile il 14 marzo. Tre giorni prima dello scoppio della guerra il 24 febbraio il marito di Alessia (così viene chiamata dagli amici) è morto per un tumore: nei giorni successivi ha deciso di scappare dall'Ucraina, quando già cadevano le bombe, insieme ai nipoti di 12 e 15 anni e ad una delle due figlie. La comunità di San Polo sta dando una mano concreta ad Alessia: alcuni cittadini stanno facendo raccolte di materiale e di cibo destinati alla sua famiglia, altri aiutano come possono. 

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Ci puo spiegare la sua fuga dall'Ucraina: come siete arrivati nel parmense? 

"La mia storia è molto triste. Mio marito è morto il 21 febbraio a causa di un tumore: tre giorni dopo la Russia ha invaso l'Ucraina, la mia terra. Mio marito, con il quale ero spostata da 18 anni, era croato ma abbiamo deciso di fare il funerale in Ucraina, vicino a Leopoli perchè anche lui era molto attaccato al mio Paese. Vivevamo a San Polo di Torrile: in quei giorni però mi sono spostata in Ucraina per dargli l'ultimo saluto. Poi sono iniziati i primi bombardamenti, dalla mattina del 24 febbraio. Ho deciso di prendere i miei due nipoti, di 12 e di 15 anni, di scappare. Mia figlia di 36 anni ha deciso di venire con me e con suo figlio. L'altra mia figlia, di 37 anni, è invece rimasta per non lasciare soli il marito e il figlio di 21 anni. Siamo scappati dall'inferno delle bombe trovando per fortuna un autobus diretto verso la Polonia. Dalla Polonia, grazie ad un mio parente, siamo passati per l'Ungheria e la Slovenia e siamo tornati in Italia, nel parmense a San Polo di Torrile. E' stato un viaggio drammatico, fatto insieme a tante altre madri con figli che scappavano dal mio Paese per sfuggire dalle bombe". 

Una delle sue figlie è rimasta in Ucraina, vicino a Leopoli

"Si, lei è rimasta in Ucraina vicino a Leopoli per contribuire alla difesa del nostro Paese. Non ha voluto lasciare soli il figlio di 21 anni ed il marito. Prima della guerra lavorava in una mensa scolastica e ora prepara i pasti per i militari dell'esercito ucraino che combattono contro i russi. Due giorni a settimana si occupa di questa attività di sostegno alla resistenza contro gli invasori. Riesco a parlare con lei spesso e mi rassicura che andrà tutto bene ma io sono preoccupata per loro". 

Com'è la vostra situazione ora: la comunità e le istituzioni vi hanno aiutato? 

"Io ho perso il lavoro così come mia figlia, scappata con me dall'Ucraina. In Italia chiaramente non ha un impiego. Stiamo cercando qualcosa per avere un sostentamento. Alcune persone si ci hanno aiutato e ci stanno dando un sostegno. Ho chiesto aiuto anche alle istituzioni, come per esempio il Comune e la Prefettiura: per ora non hanno una soluzione per noi. Il prezzo dell'affitto è aumentato, così come le bollette del gas e della luce, Rischiamo lo sfratto perchè non siamo riusciti a pagare due mesi di affitto. I miei nipoti di 12 e 15 anni non parlano italiano. In Ucraina stavano studiando: ora seguono, ogni giorno, le lezioni online da San Polo ma non è la stessa cosa. Sono stati strappati dalla loro vita di tutti i giorni nel giro di poche ore. Ho chiesto un aiuto per una sistemazione, almeno per loro che sono minorenni". 

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